L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 20.1917

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NUOVI STUDII SUL BERNINI

Ai mici Studi sul Bernini pubblicati nel fascicolo secondo dell'Arie 1916, faccio seguito
con queste nuove ricerche che servono di preparazione alla biografìa del maestro,
intorno alla quale da qualche anno vado lavorando. Ad esse farò seguire una serie di studii
intorno ai discepoli e agli imitatori del Bernini, che ancora vanno in gran parte con-
fusi con lui, e a quel gruppo numeroso di scultori barocchi, che potrebbero chiamarsi
dissidenti, i quali seguono una corrente tutta diversa da quella dei berniniani, e pure
per difetto di critica vanno generalmente compresi con gli altri.

Un dipinto nel palazzo Chigi in Ariccia

Comincio dalla illustrazione di un grazioso dipinto, opera sicura e firmata del Ber-
nini, che trovasi nella cappella del Palazzo Chigi in Ariccia, e sebbene posto in luogo
così facilmente accessibile per la cortesia dei Principi proprietari, non pare abbia mai
attratta l'attenzione degli studiosi: ed è invece una deliziosa cosa.1 Il dipinto, di forma
rotonda, di circa m. 1,12 di diametro, è posto sulla parete di sinistra della cappella, e in-
corniciato a stucco: è una specie di acquarello colorito leggermente su una lèggerà spal-
matura di bianco, tutto a tenui tinte rosse, cpiasi come una sanguina. Vi è rappresentato
San Giuseppe che tiene sulle braccia il bambino Gesù addormentato, e dolcemente lo
palleggia, guardandolo con attenzione trepida c insieme severa. Il santo ha l'occhio
profondo, il naso lungo, la bocca nascosta da una soffice barba lanosa; è calvo, con un
caratteristico incavo anteriore del cranio, mentre la nuca è coperta di capelli lanosi,
vagamente segnati, che lasciano scoperto l'orecchio un po'grosso. Il manto che copre
le spalle e le braccia del vecchio, è appena accennato, un po' fluttuante: al disotto
della mano sinistra esso fa una di quelle pieghe tondeggianti, tutte proprie del Bernini
nelle opere di scultura. Il fanciullo Gesù è meno gentile; ha forme grasse eccessiva-
mente; sta disteso sulle braccia paterne del santo vecchio, e rovescia indietro il capo
dormendo; è un bel putto fiorente, che nulla ha di divino. Sul fondo dei tratti indecisi,
quasi nuvolette, ricoprono gli spazi vuoti Nella parte inferiore si legge la seguente
iscrizione, in grosse lettere: EOVES IO. LAVRENTIVS BERNINVS FAC: ANNO DNI
MIX I.XIII.

1 Me ne segnalò l'esistenza nel 1912 il prof. Ven-
turini-Papari, che per incarico del Principe Chigi,
restaurò il dipinto. Ksso è riprodotto in piccolis-
sime dimensioni nel fascicolo // Lazio (Guide regio-
nali edite dalle Ferrovie dello Stato, 1913, pag.95). In
seguito h;> rilevato che anche il Fraschetta ebbe
una vaga notizia dell'esistenza del dipinto che egli
dice di aver veduto, sebbene dalla errata descri-
zione che ne dà si dovrebbe dedurre il contrarie):

« Nel palazzo Chigi del villaggio di Ariccia si trova
una figura di vecchio patriarca (!) lavorata sul muro
a colore dal nostro artista, la quale ho potuto osser-
vare per la cortesia di don Mario Chigi. Il vecchio
è raffigurato con la solita forza di segni, consueta
nelle opere del Maestro, ed, è un'opera assai chiara
per la sua originalità ». (Il Bernini, Milano, 1900,
Pag- 234).
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