L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 20.1917

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EUGÈNE FROMENTIN

E LE ORIGINI DE LA MODERNA CRITICA D' ARTE

(Continuazione, vedi faic. precedente)

^luAl.E l'opinione de l'Academia circa il colore ?

Il Félibicn, ne la Vita del Poussin, si sofferma molto su l'argomento; dice che il Pit-
tore-filosofo, sugl'inizi de l'arte, aveva molto studiato la teoria cromatica di Tiziano, e che
poi, perfezionandosi, si era sempre più rivolto a ciò che riguardava forma e disegno, ben
comprendendo essere quelli i principali elementi de la pittura. Tuttavia il Maestro francese,
secondo il suo biografo, può essere mcs. o a pari con i maggiori italiani, anche dal
punto di vista del colore. « Ce peintre dans le coloris des scs figures, s'etudiat à le repré-
senter telles qu'elles paraissaient dans le naturel, lorsque, par la distance qui se trouve
entre elles et celui qui les voit, l'air qui est interpose les rends plus grises, et fait que
la carnation n'est pas si vive », 1 Perchè, dunque, rimproverare al Poussin « les carna-
tions ternes »? « Esse », spiega il Félibicn, « dimostrano la scienza e la logica de l'ar-
tista, che comprese come si debbano dipingere i corpi a l'aria aperta, e come quelli in
vani chiusi — che comprese la differenza che v'ha tra una figura lontana ed una vicina —
che comprese la diminuzione de la vivacità cromatica, al pari de la diminuzione de le
forme». Anzi,lo storico continua: « Se il maestro non ha voluto raggiungere gli effetti de la
pittura veneziana, ha reso più belle le sue composizioni, scegliendo opportunamente le
tinte " selon l'amiti é qu'elles ont entre elles ,, e diffondendo luci ed ombre nel modo più
adatto ».2 Dunque, pare che il Félibicn concluda, se il Poussin fosse stato meno sapiente
colorista, avrebbe dipinto come il Rubens e come Tiziano, i quali, affascinati dal colore,
non hanno saputo smorzarne adeguatamente la vivacità!

E basta un simile giudizio, anche se non esplicitamente espresso, per dimostrare come
l'autore degli Entreliens sia lontano da l'intelligenza del compito cromatico. Se ha qualche
osservazione buona, e poche, del resto, esse non sono conseguenza di un ben definito
convincimento, in proposito; qualche osservazione buona v'è, perchè, scrivendo tanto,
è impossibile scrivere tutto male, anche quando si è academici...

Ma, per acquistare idea esatta de le opinioni del reale Istituto circa il colore,ba sterà
esporre, sia pur per sommi capi, gli argomenti agitati ne la famosa diatriba,5 che a questo
proposito corse nel 1671 fra i de Champaigne e il Blanchard.

Filippo di Champaigne, come conclusione di una conferenza su la Santa Famiglia

1 Op. cit., cntr. Vili, pag. 358.
1 Op. cit., entr. Vili, pag. 358.
3 V. questione riportata dal Fontaine su do-

cumenti inediti de l'Acad. di Belle Arti parigina
in Essai... pag. 212 e segg.
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