L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 20.1917

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LA VILLA "FAVORITA"

E L'ARCHITETTO NICOLÒ SEBREGONDI *

Una tristissima sorte ha presieduto alle molte
ville che il fasto e il capriccio dei signori di
Mantova avevano via via fatto sorgere in ogni an-
golo del loro dominio e, da ultimo, a Maderno
sulla sponda bresciana del (larda.

Sereni riposi dopo faticate imprese guerresche,
estremo asilo di raccoglimento e di pace nel
primo e più glorioso periodo della signoria gonza-
ghesca; più tardi convegno di piaceri, teatro di
Fastose parate, asilo di principesse esuli o bandite
dagli splendori e dagli intrighi della corte.

Scomparse le ville di Gonzaga, di Marmirolo
e di Goito per le quali avevano fornito disegni
e decorazioni il Costa, il Pippi, il Bertani, \ndrea
Mantègna; distrutti i castelli di Bozzolo, di
Cazzuole e di Cavriana per cui il figlio e gli allievi
di Andrea avevano lavorato; demolite, forse
durante la guerra di successione, le ville di Bel-
vedere e di Poggio Reale che il Bertazzolo dice
i'veramente regale pei suntuosi giardini e le
meravigliose fontane n; incendiate nel i(>2<; dai
soldati dell'.\ldringhcn la « Yergiliaua « di Pietole
e la villa di Belfiore; abbattuto in gran parte nel
1707 l'ICrenio di Boscofontana ove la fastosità
di Guglielmo e di Vincenzo 1 aveva adunato
splendori d'arte e giochi di verzure e testa di
fontane popolate di statue e la superstiziosa
bigotteria di Carlo di Nevers aveva composto
un cenobio di Camaldolesi; demolita nel [809,
per dar luogo alle fortificazioni francesi, la villa
di borgo S. Giorgio ove Gian Francesco Maineri

* Debbo alla cortesia del cnnmi. A. I.u/io molti documenti
e notizie e sono lieto di poternelo ringraziare.

Per quanto riguarda la decorazione pittorica della Fa-
vorita ho attinto i dati, come si vedrà dalle citazioni flette
note, dal he! volume l.a Galleria dei Gonsmga, preziosissima
fonte per ogni studio sulle vicende artistiche mantovane
ilei piti fastoso periodo gonzaghesco.

si raccoglieva a colorir mini per la marchesa
Isabella.1

l'i questa fastosa profusione di soggiorni
campestri non restano ora che gli avanzi della
villa di .Maderno, una abbandonata costruzione
al Bosco della Fontana e il grandioso e diruto
resto della Favorita a. Porto Mantovano.

TI brutale abbandono di quest'ultima è costi
dei nostri giorni, ('di storiografi mantovani del
Sette e della prima metà dell'Ottocento parlano
con ammirazione di questa « delizia con due mae-
stose facciate superbamente costrutte ed in par-
ticolare quella che guarda Iti città perchè tutta
adorna e architettata a logge, colonne, statue,
contorni, balaustrate, scala esteriore ed altri
pregiati adornamenti di marmo; e con una quan-
tità grande di camere tutte vaste ed assai bene
proporzionate ».2

Circa un secolo prima l'architetto Bertazzolo
chiamava hi Favorita "luogo clic di nobiltà,
magnificenza e grandezza di fabbrica, di pescherie,
di fontane, di giardini, di boschi ridotti in logge
e stanze, di montagne fatte a mano, può essere
equiparato ti quelli degli antichi romani. E fab-
brica dell'incomparabile animo del duca Ferdi-
nando che non sapeva fare, cose se non grandi »,3

1 Cfr. Litici Conni-:, Memorie biografiche dei pittori, scul-
tori, architetti ed incisori mantovani raccolti dal fu doli. Pa-
squale Coddè. Mantova, 1s_ì7. Riporta il sunto ili una Lettera
scritta dal Maineri a Isabella i! giugno 1506 mentre l'ar-
tista ' si trovava a lavorare in un palazzo di lei nel bello
e ricco sobborgo di S. Giorgio fuori di Mantov a ». Cfr. pag. <j:.

2 (',. Cviuou, Descrizione delle Pitture, sculture e archi-
tetture che si osservano nella città di Mantova. Tipog. l'azzimi,
Mantova, 1763,

3 ti l.;i Favorite bastiment tout netti avec énviron cent
bclles ehàmbrcs, est sur le boni du lae, maguilique au pos-
sible. Il est vraì que le logis n'est eneore en sa perfectìon,
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