L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 20.1917

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GUGLIELMO PACCHIONI

Cosi, vedremo, si risolse in nulla la commissione o con altre che i suoi agenti riuscissero a<l acqui-

data all'Albani, prima per una grande serie di stare sui mercati artistici di Knma o di Venezia,
affreschi, poi per la stessa serie da eseguire su Un inventario degli oggetti d'arte posseduti

tele da decorare non sappiamo quali stanze della da Carlo ET, compilato il io novembre 1665 edito

Favorita. contusamente dal D'Arco e ripubblicato par-

Per questi affreschi, prima che all'Albani zialmente con rettifiche e correzioni dal Luzio,

il iluca si era rivolto a Guido Reni a mezzo del ci dà ini orinazioni importanti circa le tele, die

cardinale Capponi, legato di Bologna al (piale anche dopo la furia del sacco si trovavano nella

scriveva (20 giugno 1617): « L'aver vedute in villa.

Roma opere di Guido Reni pittore ili costà a Sopratutto è notevole la notizia che, nel sa-
mia sodisfazione mi fa desiderarlo per dipinger Ione centrale, di cui resta ancora in piedi la
in una mia villa». E chiede l'intercessione del ossatura, le nicchie quadrilunghe incavate nel
cardinale perchè il pittore assuma un lavoro muro ospitarono un tempo otto grandi quadri
« che non sarà di poco conto ».« del l'intoretto, dei quali non ci sono, purtroppo,

Invece del Reni, che non potè accogliere l'in- noti nè il soggetto, nè la sorte.1
vito in causa di «infermità mortali » contratte Ad ogni modo l'inventario del basta a
altra volta nel dipingere a fresco, il Barbazzi, assicurarci che anche dopo l'uragano abbattu-
agente mantovano a Bologna, doveva contentarsi tosi nel 1630 sopra Mantova e il ducato, la Fa-
di mandare a Mantova alcuni allievi del maestro. verità aveva ripreso, almeno in parte, il suo

L'opera di costoro o non soddisfece o rimase carattere e il suo ufficio di fastosa residenza

incompiuta, perchè tre anni dopo la medesima suburbana della corte ducale,
richiesta era rinnovata a Bologna e questa volta
l'offerta era accolta da un pittore di grido: Fran-
cesco Albani. l'i tutto questo passato di grandezza ben poco

Una lettera autografa del duca scritta da Oggi rimane e quel poco, che ancora può valere

Venezia il 12 maggio 1022 al Chieppio, consigliere ad avvivare in noi il ricordo di uno splendore

ducale, e una successiva petizione che l'Albani relativamente recente, è ora minacciato barba

inviava da Roma a mezzo del Barbazzi il 30 set- raniente dalla più brutale mina,
tembre 162;, ci dàhno interessantissime informa- Le parti laterali della fabbrica, cernie abbiami-

zioni circa questi progetti pittorici per la Fa- visto, furono demolite verso la metà del secolo

volita che il duca di continuo mutava finendo passato; del nucleo eentrale una terza parte 0

spesso col lasciarli cadere e dimenticarsene.2 crollò 0 tu abbattuta; le scale di accesso scora-

E dunque possibile, se non probabile, che dopo parvero anch'esse a poco a poco e, testimonianza

tante trattative con pittori celebri e ignoti per di loro, resta soltanto qualche rudero di statua

trescare alcune stanze della Favorita o per avere sepolte» nella fanghiglia ignobile della stalla,
cartoni da tradurre in quadri a olio o in panni lòia parte delle balaustrate marmoree che

razzi, il duca finisse molte volte per accontentarsi formarono l'ornamento delle terrazze e delle

di decorare le sale della sua villa preferita con logge è andata, non so come nè (piando, a ornare

alcune delle tele che si trovavano ria nella corte la facciata di una casa di Mantova (in corso

1 A. Luzio, opera citata, pag. 2Q5 in nota.

2 Questi documenti sono, entrambi, pubblicati dal Luzio
(op. cit., pag. 21)6 e 298). Li riporto in parte per lo specialis-
simo interesse che essi hanno riguardo alla Favorita. I.'auto-
grafo ducale dice: ...12 maggio 1022. Venezia « quanto al
pittore1 Albano egli è un impertinentissimo pretensore, perchè
non niego che non abbi fatto per ine i cartoni dell'opera che
si volevano fare alla Favorita et che non m'abbia donato
un quadretto sul rame et fatto alcuni altri ri-tratti, cose di
poco rilievo; ma il nostro accordo fu che se li dessero le spese
cibarie che furono accordate per un tanto e cento ducati
al mese a conto dell'opere che aveva da lari1. Hora l'opera
si deve fare in Bologna a olio et non più a fresco, ì cartoni
servono a lui per suo di segno et i 200 dueatoni ricevuti
superano il credito delle spese cibarie etc... ».

11 piato dell'Albani che forma l'epilogo ili altre vane sai-
ecitazioni per avere il richiesto, espone così le sue lamentele:

0 Havendo l'anno passato l'Albano Uniti li cartoni per di-
pingere a fresco due stanze alla Favorita, il Ser.mo sig. linea
deliberi') (-he egli di poi se li portasse a Bologna per eseguirli
in tanti quadróni a oglio, conforme alla misura che resti)
mandargli, et perchè non senti poi ph; altro, vedendosi man-
care questa oeasioue mediante la quale bacerebbe conseguito
sodisfacione, come anco S. \. che non avrebbe avuto a pagare
altro che li quadri a oglio et che cosi le invenzioni con studio
ridotte in cartoni finiti (che pure si sa che fatica 1'-) le andavano
con suo grave danno ad a male senza rimuneracione... detti
cartoni, quali essendo pensieri o sugefti particolari che non
possono servire se non a S. A. et non se ne puf) prevalere
l'Albano per altre opere, è pronto a mandarli ad ogni cenno
di S. A. (piando risolva che non si mettano in opera nè a fresco
ni- a oglio, nè in panni razzi 0 in altro ».

1 I.rzio, Opera citata, appendice J.: « Il tentativo di ri-
costruire la Galleria », pag. 31 ]. e ;,is.
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