L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 20.1917

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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

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attribuito a Correggio fino a mezzo secolo fa; eppoi al Rosso. Il
Voss lo identifica con un quadro che serviva come chiusura
di cembalo, che il Borghini ricorda dipinto dal Bronzino
nel 1532, per Guidobaldo d'Urbino. Sarebbe in questo caso
opera del primo periodo sotto l'influsso del Puntormo.

[Noi ricordiamo che ne esiste una copia antica nel Musco
di Cremona]. (?■

158. Bye (A. E.), Two Clovìo Mannscripts in
Neiv York. (Art. in America, febbraio 1917).

turai Glovichic, ovvero Giorgio (più tardi Giulio,) Clovio,
èil raffinato, troppo raffinato, abile, troppo abile miniatore
clic tutti sanno, che fa una pagina di messale capace di
tutta la volta della Sistina, con attonita perizia. L'America
possiede ora due delle sue principalissime fatiche. La libreria
pubblica di N. York possiede il Legionario, opera prima che
riflette dappresso lo studio completo sulla Sistina, e può esser
datato verso il 1534, anno in cui forse fu presentato al neo-
eletto Paolo III, dal nipote Cardinale Farnese.

Il secondo manoscritto è quel famoso Breviario (a Libro
d'ore Farnese) rilegato dal Cellini o da uno della sua bottega,
miniato nel 1540 per il Cardinal Farnese c che passò più tard
nelle Collezioni Borboniche; fu smairito nel '48, ma nel '54
fu studiato dal Curzon nel Museo ili Napoli, donde chissà
quando e come scomparve per riapparire nella Collezione di
Pierponl Morgan. Purtroppo il Bye non offre riproduzioni di
questo secondo manoscritto miniato. (r. I.)

159. Phillips (Sir Claude), Paris Bordone,
[Buri. Mag., dicembre 1915).

Qualche foglio bello ed elegante sul primo periodo di Paris
Bordone, del quale periodo s'illustrano qui le due cose più
rare. Sono esse la Sacra famiglia con un donatore nella Raccolta
di Sir George Warrender, e il Riposo nella fuga, in Egitto, nel!
Collezione di Bernardo Berenson a Settignano. Nella Sacra
famiglia, Tiziano, ma anche direttamente Giorgione pervadono
ed elevano eccezionalmente l'arte del pittore trevigiano,
nel Riposo domina soprattutto Tiziano, tuttavia nella sua
prima placida maniera. Il Phillips confronta i due dipinti
con gli altri del primo tempo, come la Sacra famiglia di
Glasgow (118), e l'ancona bellissima nella Raccolta'Ladini di
Lovere. (r. I.)

160. Schmidt-Degener (F.), A Dosso Dossi in
the Boymans Museum. (Buri. Mag., ottobre 1915).

Il Museo Boyman è a Rotterdam; e nel Museo Boyman c'è
un Satiro con una ninfa che lo S. D. riconosce per primo, e
con certa ragione, come opera di Dosso Dossi, verso il 1535.
È di apparenze assolutamente veneziane. (r. I.)

161. Cust (I..), The Lovers by Titian (Buri.
Mag., dicembre 1916).

Xel Palazzo di Bukingham esiste, dei noti Amanti di Ti-
ziano una versione in cui il Cust, dopo l'effetto di un recente
restauro, ripone una certa fiducia. Una prova per crederla
l'originale sarebbe la copia che ne fece Ambrogio Pigino, e
che si conserva firmata nella Collezione Ceresa di Bergamo.
Ma la riproduzione dell'opera di Bukingham Palace non
convince; non convince d'esser superiore uè pnrr a quella ili

Casa Buonarroti. Una terza versione è a Tal-y-Garn nella
raccolta del signor Goffredo Clark. (r. I.)

162. Colvin (Sir Sidney), A portrait by Titian
(Buri. Mag., marzo 1917)-

Il Colvin ritiene un Tiziano autentico verso il 1565 questo
bel Ritratto di nobile Veneziano ch'era da tempo nella Colle-
zione del cap. E. Spencer-Churchill a Northwick Park, ma
che soltanto un savio ripristino ha permesso di giudicare a
dovere, nel suo valore che è davvero rispettabile. () • /.)

163. Hadeln (D. F. von), Ùber Zeichnungen
der frìiheren Zeit Tizìans. (Jhrb. d. K. Pr. Kstsmlgn.,
XXXIV).

Il Morelli fu il primo a ridurre a poco meno che nulla la
massa dei disegni tizianeschi; su questa via di scetticismo si
andò forse tropp'oltrc e ora von Hadeln vorrebbe ripristinare
una concezione più spregiudicata intorno all'autenticità dei
disegni tizianeschi.

Esamina per questa volta quelli ch'egli crede genuini ilei
primo periodo dell'artista.

Ecco due disegni per gli affreschi della scuola del Santo
a Padova, uno a Francoforte, uno all'Ecole des Beaux Arts a
Parigi. Ma a dir vero, ci pare che specialmente per il primo
il dubbio debba esser grande. 11 secondo rispecchia meglio il
metodo tizianesco di disegno a larghi campi di tratteggio in-
crociato per rendere al possibile la larghezza delle zone cro-
matiche e tonali.

Incontrastabile pare invece l'autenticità del disegno del
Louvre per vai*Assunta.

L'altro dell'Istituto Stàdel di Francoforte per il S. Seba-
stiano dì Brescia (1522) sembra troppo pesante.

A Lille, nel Museo Wicar, v'è per contro un foglio ge-
nuino davvero con studi vari per il San Pietro Martire
(1525-1528).

Un disegno a matita, degli Uffizi, che il Loeser credette
uno studio per il S. Nicolò della Pala Vaticana, è invece — di-
mostra von Hadeln — uno studio per il San Bernardino ch'era
nella pala distrutta del Doge Griffi dinanzi alla Vergine.

Un altro disegno a matita con un episodio della pure di-
strutta Battaglia di Cadore è ad Oxford nella Galleria del-
l'Università. Due disegni a penna uno di Madonna col Bambino
con sfondo di Paese, ch'era nella Collezione di Manette, è
ora al Louvre; un altro di mezza figura di donna (e. 1520) è
nel Teyler-Museum di Haarlem; e per essi l'attribuzione pare
accettabile.

K per contro stranissimo che von Hadeln non accetti l'as-
sennatissima opinione di Gustavo Frizzoni sul disegno a ma-
tita rossa nella Galleria del Christ-Church College a Oxford;
certo le relazioni che von H. pone fra quel diseguo e la pala
di Francesco Vecchio che dal Museo di Berlino è passata a
decorare il Palazzo del Cancelliere dell'Impero sono più forti
di quelle che il Frizzoni vide con la Zingara; ma ciò non basta
per poter attribuire il disegno a Francesco Vecellio, semmai a
convincerci che la pala di Francesco Vecellio a Berlino è una
copia o derivazione miserrima da altra del padre, ora perduta,
e per cui il disegno in questione servi di studio.
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