L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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ADOLFO VENTURI

apare per una lista de essi supplicanti et lo quale pretio de ducati cento hano trovato
da persone quale hano voluto comprare dieta nostra dona: ex quo sono astricti havere
recorso da V. S. ». A trovar modo di avere il giusto, Leonardo e Ambrogio de Predis
pregano il Duca di provvedere perchè i tre commissari (il guardiano e i due confratelli)
senz'indugio facciano la stima, benché non ne abbian capacità « quod cechus non
iudicat de colore », o invece sieno eletti due periti artistici, uno per parte, a dar giudizio
del lavoro e del prezzo, che la confraternita della Concezione fosse tenuta a sborsare.
E nel caso che essa non intendesse sottostare al giudizio de' periti, Leonardo e Ambrogio
de Predis chiedono che sia loro abbandonata « dieta nostra dona facta a olio, consi-
derato che solum la dieta ancona de relevo monta le diete libre octocento imperiali ».*
Questa supplica senza data è posteriore al 1490, perchè, alla fine di quest'anno, Evange-
lista de Predis, che non è insieme con i due ricorrenti, aveva fatto testamento, dichia-
randosi eger corporis, ed era dunque mancato ai vivi, quando, senza lui, compagno di
lavoro, Ambrogio suo fratello e Leonardo ricorsero a Ludovico il Moro. Ed è probabile
che la supplica stessa sia anteriore al 1494, perchè essa è riassunta in un protocollo tra
altre indicazioni di atti, ne' quali Ludovico il Moro è chiamato duca di Bari, titolo che
nel 1494 sostituì con l'altro di duca di Milano.2

Da quella supplica si arriva sino al 1503, ad un'altra istanza presentata da Gio.
Ambrogio de Predis a Ludovico XII re di Francia, istanza da non confondersi con quella
prima cui fu partecipe Leonardo da Vinci.5 In essa lo stesso ricorrente afferma che con
i compagni « pluries hoc ipsum requixiverunt... ut opus extimaretur ad effectum ut satis-
factionem recipere possent, atamen nunquam potuerant dictos scolares inducere et con-
venta servare ». Si accenna anzi alla supplica antica e al suo tenore, dicendosi che, es-
sendosi trovato il compratore, si era messa la confraternita nell'alternativa o eli pagare
il sopraprezzo o di restituire la tavola che sarebbe stata venduta.

Ludovico XII fece trasmettere il 9 marzo 1503 l'istanza al pretore di Milano, perchè
soddisfacesse ai supplicanti « justa conventa »; ma i confratelli della Concezione si op-
posero alla richiesta del Preda, e, per impedire che Leonardo lontano, ignaro dello svol-
gimento della pratica, potesse ritenere d'esser stato tenuto all'oscuro delle pretese del
Preda e delle opposizioni che le dovevano annullate, un notaio con testimoni si recò
alla sua vecchia dimora, nella curia dell'Arengo in Porta Romana, parrocchia di Santo
Andrea, al muro rotto di Milano, per constatare che Leonardo non vi abitava, e, fatta
la constatazione, il notaio stesso si ridusse in Broletto nuovo per denunciare e intimare
a Leonardo le domande del Preda e le opposizioni avute, invitandolo a presentarsi
davanti al Podestà o al suo vicario, per liberare la Confraternita da ogni fastidio.

Gl'interessi della scuola della Concezione avevano trionfato; ma il potente monarca
che si era mosso a favore del Preda, probabilmente per amore di Leonardo, non lasciò
cadere il ricorso in così malo modo; e nel 1506, quando il Re Cristianissimo intendeva
di avere presso di sè Leonardo, e stava per distoglierlo dai suoi impegni a Firenze,
i confratelli non disposti a definir buonamente la vertenza con il pittore e i suoi compagni,
s'incontrano raccolti per mettervi fine.

Si eran già adunati gli stimatori, ma non essendo intervenuto uno di essi, Ambrogio
Preda, agente per sè, per gli eredi di Evangelista e per Leonardo assente da Milano,
fatto forte della benevolenza del Re per Leonardo, fece prorogare la sentenza arbitramen-
tale, la quale si ebbe del resto, grazie alle superiori ingiunzioni, senza indugio il 27 aprile

1 Emilio Motta, Ambrogio Preda e Leonardo
da Vinci, in Archìvio storico lombardo, XXI, 1894,
pag. 175.

2 F. Malaguzzi Valeri, Un nuovo documento
sulla « Vergine delle Rocce » di Leonardo, in Ras-
segna d'arte, I, 1901, pag. no; id., La Corte dì

Ludovico il Moro: Bramante e Leonardo da Vinci,
Milano, HoepH, 1915, pagg. 390 e segg.

3 Luca Beltrami, Documenti inediti per la storia
della « Vergine delle Rocce » di Leonardo da Vinci
(marzo-giugno mdiii), Milano, 1918 (per nozze Ne-
gri-Pirelli).
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