L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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APPUNTI PER LA STORIA DELLA PITTURA

IN PUGLIA

Nella storia dell'arte, la Puglia occupa un luogo veramente elevato per la sua produzione
architettonica poiché le fabbriche ardimentose del periodo romanico sanno superare, talora,
quelle delle maestranze più celebrate. Provvisti infatti di materiale ottimo, i pugliesi nacquero
costruttori e architetti ; ma ignorarono o quasi la scoltura che non avesse valore decorativo,
non si esercitasse cioè ad ornamento dell'architettura, ed ebbero manifestazioni pittoriche di
secondario interesse. La Puglia rimase così quasi del tutto indifferente a quel grande feno-
meno nostro che è il Rinascimento, sebbene non le mancassero intensi rapporti di coltura e
di commercio coi maggiori centri d'Italia; e se nel periodo medioevale è tributaria principal-
mente della pittura bizantina fiorita nelle grotte basiliane di Terra d'Otranto ed ascesa quindi
alle spaziose pareti delle chiese,1 durante la Rinascenza, accoglie i prodotti di scuole pitto-
riche estranee alla regione, l'illustrazione dei quali interessa, più che la Puglia, dove casual-
mente si trovano, le scuole di cui fanno parte.

Per la scarsa conoscenza dei paesi interni, si è ben lontani ancora dal poter credere esplo-
rati i tesori artistici che il vasto territorio pugliese conserva; lo studio presente è dunque un
semplice saggio, un contributo alla illustrazione di opere pittoriche ignote o mal note per
preparare un lavoro completo che ancora non può compiersi.

La pittura bizantina domina — dicemmo — nei freschi delle chiese dove un occhio at-
tento potrà distinguere la traccia di lievi peculiarità locali ; noi ci limiteremo ad osservare
quei pochi monumenti nei quali si palesa l'influsso dell'arte italiana. Uno di questi è costi-
tuito dalla tribuna di San Leo presso Pitonto, edificio monastico ad unica nave che appartenne
ai benedettini.2 La tribuna quadrangolare fu già coperta da un tetto a doppio spiovente so-
stituito nel secolo xvi da volte lunettate che tagliarono in parte gli affreschi di cui sono
adorne le pareti. In quella di sinistra, si vede una sola rappresentazione. Il Cristo posa sulla
croce pendendo dal braccio orizzontale, mentre da quello verticale partono sei rami che con-
tengono tondi e scritte in gran parte abrase.3 Ai lati stanno doloranti la Vergine e Giovanni
mentre tra le fronde appariscono due figure da identificarsi con Adamo ed Eva e in alto si
veggono il sole e la luna.

Da ambe le parti, in quattro rettangoli sovrapposti, sono un angelo di prospetto, col
globo e lo scettro e quindi, accoppiati, sei santi che spiegano un rotulo.

A sinistra si succedono altri sei santi a mezzo busto entro compassi romboidali sovrap-
posti e altrettanti, ora del tutto svaniti, se ne vedevano a destra. Sotto l'Albero della Croce,

1 Ch. Diehl, L'art byzantin dans l'Italie meridio-
nale, Paris, 1894; E. Bertaux, L'Art dans l'Italie
meridionale, Paris, 1904.

2 E. Bernich, // monastero di San Leo a Bitonto,
in Rassegna Pugliese, a. XI (1894), p. 163 sqq. Nel
i524 — lo afferma una porta del chiostro che reca

questa data accompagnata dallo stemma — vi sta-
vano gli Olivetani; oggi l'occupano i Francescani.

3 Con ogni probabilità il Cristo era trafitto nei piedi
da un sol chiodo ; ma la figura è quasi del tutto scom-
parsa e non rimane che traccia della testa e di una
gamba.

L'Arte. XXII, 20.
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