L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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MARIO SALMI

campeggia nel mezzo San Benedetto a figura intera, fiancheggiato da sei monaci fondatori
degli ordini religiosi che assunsero la regola benedettina. E questi in ginocchio, portanti car-
telli già inscritti, si possono identificare con Sant'Agostino, San Romualdo, San Giovanni Gual-
berto, San Bernardo, San Norberto e San Pietro Celestino (?).

Nella parete di fondo si svolge il Giudizio finale che eravamo abituati a vedere, presso
i bizantini, sul muro di facciata In una zona a triangolo che segue la foggia del vecchio tetto,
il Cristo, entro un disco iridato sorretto da due angeli, siede sul trono giallo posando sopra
un doppio cuscino rosso. Benedice alla greca e tiene — secondo l'iconografia tradizionale —
il libro semiaperto sulla sinistra. Scomparve bensì il volto e quasi del tutto quello degli an-
geli energicamente atteggiati ed indossanti ampia tunica e manto i cui colori si contrappon-
gono. Sotto, segue la lunga teoria degli Apostoli seduti ; e quindi ancora più in basso, divisi
da una lunga monofora.archiacuta, a sinistra, la Vergine che accompagna alla porta del Pa-
radiso i beati di assai minori proporzioni, fra i quali figurano due vescovi e due monaci ; a
destra un angelo con la spada e i dannati che si disperano. 1

Nella terza parete, è accennata in alto 1' antica decorazione a finte mensole sporgenti,
sotto la quale seggono in cattedra ed in atto di scrivere gli Evangelisti, divisi da scomparti.
Seguono, dipinti entro una fascia, i simboli rispettivi e da ultimo, dritti in piedi entro cu-
riosi edifici trilobi con torri d'angolo e coperti da rosso tetto inclinato, un monaco vestito di
tunica bianca e portante un libro rosso (San Bernardo?) e un santo barbato con casula rossa
e con pallio, benedicente alla greca e pure esso con un libro (San Nicola?).

Accanto, ma separata da una finestrella ogivale, è una terza figura di santa sotto una
edicola, in piedi anche essa, cinta della corona dei martiri, col libro aperto nella sinistra e
un corto bastone nella destra. Nello stretto spazio del fondo montuoso, si scorge un guer-
riero che ripone la spada dopo forse la decapitazione della santa, ora svanita; un angelo sol-
leva il corpo di questa la quale giace poscia composta nella cassa funebre, a braccia conserte,
sulla vetta di un monte dove viene posata.

Pur mancando i soliti particolari attributi, sembra poter riconoscere nell'immagine, Santa
Caterina d'Alessandria e nelle piccole istorie del fondo i particolari del suo martirio sino alla
deposizione, per virtù angelica, sul monte Sinai.

Altre figure nell'arco trionfale il cui intradosso ne conserva solo qualcuna, completavano
gli affreschi assai malandati della cappella, al valore dei quali occorre accennar brevemente.
Nei riguardi dell'iconografia, essi sono, in massima parte, inspirati ai canoni bizantini. Si os-
servino il Pantocrator che benedice con solennità; il Giudizio, gli Evangelisti simili a quelli
che illustrano i codici miniati ; gli angeli col globo e lo scettro. Si potrebbe credere derivato
da San Bonaventura l'Albero della Croce che segue bensì una composizione schematica come
in Santa Maria del Casale a Brindisi, bizantina ancora nello stile ed assai più semplice di quelle
ormai ben note. Infatti nell'Albero di Taddo Gaddi in Santa Croce e in quello che da esso
deriva, a San Francesco di Pistoia, i Profeti, secondo un concetto più organico, sbocciano dai
rami e da questi sono avvolti.

Parimenti sono più armonici nella composizione gli Alberi dell'Accademia di Firenze, di
San Giovenale ad Orvieto e quello frammentario di Santa Maria Maggiore a Bergamo (1347),
tutti inspirati ai dettami dell'erudito santo francescano.

Converrebbe dunque domandarci se il primitivo schema che troviamo in Puglia non cor-
risponda ad una tradizionale rappresentazione pittorica alla quale avrebbe attinto Bonaventura,
stesso. E verrebbe a confermarlo indirettamente il fatto che mentre negli Alberi ricordati si vede

1 Da questo lato resta un frammento d'intonaco
dipinto, sovrapposto al Giudizio, con figure inginoc-
chiate e imploranti, di tecnica assai grossolana, della
fine del secolo xiv o dei primi del seguente, al quale
si riferisce un'iscrizione gotica che così si legge nella

parte rimasta : . . . RVS . EPS | [SE]RYVS | SE[R-
VOR] V DEI | VNIVERSIS . A | FIDELIB.' SA-
LV | TE . ET . APLICA | BENEDICIONEM. È il
principio di una bolla pontificia.
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