L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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L'AFFRESCO DI IACOPO ORCAGNA E DI NICCOLÒ DI PIETRO

NEL PALAZZO DEI PRIORI DI VOLTERRA

L'affresco che decora la splendida sala del Consiglio nel palazzo dei Priori, ma che
purtroppo successivi restauri hanno, specialmente nella parte centrale alterato, risale
al penultimo decennio del sec. xiv.

Gli scrittori di cose volterrane, antichi e moderni, che hanno scritto intorno alla
città ed alle opere artistiche che vi si ammirano, non hanno mai stabilito con sicurezza
la paternità di questo affresco. Attribuito a Iacopo Orcagna ed a Niccolò di Pietro
nessuno degli scrittori è giunto oltre, non essendo state mai compiute ricerche sistemati-
che e serie per giungere al ritrovamento di qualche documento.

Le numerose carte delle quali è ricco l'archivio storico comunale di Volterra hanno
potuto definitivamente e sicuramente illuminarci.

Abbiamo infatti trovato, fra le deliberazioni dei 12 difensori della città di Volterra,
l'ordine da essi dato al camarlingo del Comune, il 12 marzo 1383, di pagare « Magistro
Nicolao et Magistro Iacobo de Florentia, pictoribus, prò coloribus prò ipsis emptis prò
pingendo in palatio comunis Vulterrarum residentiae dominorum priorum Immagines
Beatae Virginis Mariae et Angeli Annuntiantis et Sanctorum Insti, Octaviani, Damiani et
Gosme, florenos decem auri ».:

Ai primi dunque del 1383 risale il cominciamento dell'affresco, il quale a novembre
era già compiuto ed esposto alla devozione ed all'ammirazione dei volterrani, i quali da
quest'anno vollero trasferita nel salone del pubblico palazzo, l'annuale commemorazione,
istituita fin dal 1254, in onore dei Santi Cosimo e Damiano, ai quali era attribuita la
miracolosa liberazione della città dal saccheggio.

Il 15 novembre del medesimo anno 1383, i priori deliberavano che fossero pagate
a « Magistro Iacobo Cionis et Magistro Nicolao Pieri, pictoribus de Florentia prò picturis
prò eos depictis et factis in palatio residentiae dominorum priorum Vulterrae in sala
inferiori dicti palatii, computatis et missis in quantitate istarum triginta sex libras
denariorum quas debeunt habere Gavazinus hospitator in Vulterris prò scoptis datis
Magistro Iacobo et Magistro Nicolao predictis, florenos quadragintatres et medium de
auro ».J

I documenti tolgono perciò ogni dubbio e intorno all'epoca sulla quale il dipinto fu
eseguito e riguardo agli artisti che lo compirono, stabilendo Luna e l'altra cosa con indi-
scutibile precisione.

L'affresco però ha subito, attraverso i secoli, alcuni restauri, specialmente nella
parte centrale e l'ultimo restauro, eseguito nel 1759, da un mediocrissimo artista volter-
terrano, Pietro Forzoni, recò danni non lievi al dipinto.

L'avv. Ezio Solaini scrisse e pubblicò i documenti che si riferiscono al restauro com-

1 Arch. Stor. Comunale Volterra, filza A, nera 2 Ai eh. Stor. Comunale Volterra, filza A, nera
22, c. 77?'. 23, c. 39 r, fase. 30.
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