L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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NECROLOGIO

GUSTAVO FRIZZONI è morto a Milano il io feb-
braio u. s.: un lutto per tutti gli studiosi di storia
dell'arte, e specialmente per la nostra rivista, alla
quale il Frizzoni collaborò sino dagl'inizii. Scom-
pare con lui il rappresentante tipico e autorizzato
del morellismo, l'uomo che vive e vivrà nella
storia dell'arte per le attribuzioni, sempre sottili,
sempre prudenti, spesso universalmente accettate.
1 tempi sono mutati, e Gustavo Frizzoni non
avrà probabilmente un successore. Ma Giovanni
Morelli ebbe nel Frizzoni non solo un seguace
convinto e un ammiratore entusiasta, ma anche
un continuatore così bene penetrato delle idee
del maestro da saper trarne frequenti conseguenze,
come se a trarle fosse ancor vivo lo stesso maestro.
Non ebbe del maestro la vivacità di scrittore e
gli ardimenti ricostruttivi, ma nemmeno le vel-
leità teoretiche. Eruditosi in lettere nell'Univer-
sità di Pisa, trovò negli studii letterarii un freno
culturale alle facili e unilaterali teorie, ed ebbe
quindi fiducia esclusiva nella pratica del cono-
scitore, nell'esperienza dello storico, onde derivò
ai suoi giudizi una assoluta prevalenza della pura
sensibilità visiva su qualunque preconcetto dot-
trinale. La sensibilità visiva non porta sempre a.
conclusioni nette; e il Frizzoni emise spesso giù
dizii incerti e riservati, che contenevano tuttavia
maggiore somma di verità delle affermazioni nette,
sia degli eruditi locali invasati dalla verità dei
documenti scritti, sia dei falsi esteti apprezza-
tori senz'appello, sia infine di coloro clic adope-
rarono il metodo morelliano come un infallibile
strumento scientifico.

L'attività letteraria di Gustavo Frizzoni si
svolse quasi sempre in articoli. E furono i suoi
articoli, riviste di opere d'arte, raccolte, secondo
l'occasione, in una medesima galleria, città, re-
gione. Non mancarono le monografie di artisti,
ma furono anch'esse sopratutto riviste di opere
d'arte. In questo campo di attività, che a torto è
considerato ristretto, il Frizzoni fu incontestato
maestro. Dai primi articoli, poi pubblicati in
volume, — Arte Italiana del Rinascimento, Milano,
1891 — sino a quelli che scrisse sin negli ultimi
mesi di sua vita specialmente ne L'Arte, ne La
Rassegna d'Arte, nel Bollettino d'Arte, nell'Em-
poriitm e in varie riviste straniere, il Frizzoni ha
portato un costante contributo di osservazioni
alla conoscenza di tutti i maestri italiani del Ri-
nascimento. Spesso si trattava di semplici im-
pressioni di viaggi, eppure le sue semplici im-

pressioni recavano gran luce. Chi non ricorda,
per citare l'ultimo viaggio artistico compiuto da
lui, l'articolo sull'arte veneta in Puglie? Fu un
viaggio di piacere, che fruttò alla storia dell'arte
la conoscenza, nientemeno!, di un capolavoro di
Giovanni Bellini.

Collezionista appassionato di quadri, egli tale
rimase nella sua attività letteraria; soltanto, a
differenza dei colleghi collezionisti, portò allo
estremo grado la sua erudizione artistica, e fece
le sue ricerche per tutti, in nome di tutti, enti e
privati. Onde un'azione benefica da lui emanava
su chiunque l'avvicinasse, che gli legava gli animi,
e per cui anche più del conoscitore era amato
l'uomo.

Nato a Bergamo nel 1840, volontario garibal-
dino nel 1866, egli è morto a patria compiuta.
Tutti gl'Italiani s'inchinano al compatriota che
ha bene meritato della civiltà, e tutti gli studiosi
rimpiangono l'occhio del conoscitore che si è
spento. Con lui si chiude una grande scuola che
ha fatto onore all'Italia.

A. V.

SALVATORE M1TIDIERI.

lira giovane, studioso, forte; aveva mosso ne L'Arte
i primi passi esaltando l'eroe della sua terra, Mattia
Preti; tendeva le braccia a tutta l'arte con l'impeto
d'un figlio di Calabria.

Ai primi di settembre del 1917, aspirante ufficiale,
venne assegnato all'810 reggimento di fanteria, che
andò in linea nella piana di Gorizia. La sua compagnia
stava nelle trincee prossime al Vippacco, nei giorni
infausti di ottobre.

Il 24, scatenatasi l'offensiva nemica, cadde da eroe.
A lui, al nostro collaboratore, alla nostra cara spe-
ranza svanita, alla sua buona famiglia, al suo paesetto
nativo, glorioso di lui, giunga il nostro rimpianto.

Tardi è arrivata la triste notizia della perdita del-
l'amato discepolo, del nobile cuore; ma ci è giunta
col grido della vendetta dei fratelli vittoriosi. Armato
di ferrea volontà, Salvatore Mitidieri con coraggiosi
sacrifizi passò dalla vita rustica alle aule universitarie,
e vi portò purezza d'ideali e tenacia di propositi.

Egli avrebbe dato studi, ricerche, amore ai monu-
menti calabresi che aspettano il loro cultore. La sorte-
lo ha dedicato per altre vie alla patria, che ne bene-
dice la memoria.

A. V.

Per i lavori pubblicati ne L'ARTE sono riservati tutti ì diritti di proprietà letteraria ed artistica

per l'Italia e per l'estero.

Adolfo Venturi, Direttore.

Roma, Tip. dell'Unione Editrice, Via Federico Cesi, 45.
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