L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

Page: 48
DOI issue: DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/arte1919/0070
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
48

EVA TEA

virgolato ed errante, dirà la rapida vena del'
macchiettista.

Anche per il Canaletto — ammesso che i mi-
gliori suoi quadri siano all'estero e che l'Italia non
abbia nulla più da rivelare — i disegni architet-
tati, nitidi, luminosi e gai dcsteianno viva ammi-
razione.

Minor interesse di scoperte presenterà forse
la sezione del secolo xix. Il programma d'ico-
nografia veneziana non poteva naturalmente
coincidere in ogni sua parte con lo sviluppo di
una scuola veneziana, posto che sia.

Ma sarà pur sempre ùtile e buono vedere Fa-
vretto accanto a Beppe Ciardi, e Miti Zanetti
vicino a Tito. Noi crediamo fermamente che in
coita moderna pittura italiana, e specie nella ve-

neta, sia un tesoro di virtù solide, modeste, vere
qualità di mestiere, che l'occhio distratto da mode
eccessivamente spiritose non sa più bene discer-
nere. Purtroppo, manca dei nostri moderni la
conoscenza critica, perchè abbiamo preferito stu-
diare i francesi, gli inglesi, gli svedesi prima di
noi stessi; errore generoso, che molte esposizioni
come questa ci aiuteranno a riparare.

Auguriamo intanto che ai visitatori della
sala italiana a Parigi deva tornare a mente la
novella del vecchio Boschini sulla « singoiar pit-
tura »; la quale, « peregrinando per il mondo,
ne trovando chi la soccorresse, spolpata con l'ossa
vestite di pura pelle, s'indirizzò alfine a Venezia,
refrigerio dei virtuosi; ivi trovò il suo riposo ».

Eva Tea.
loading ...