L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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INTRODUZIONE A L'ARTE DI GIOTTO

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Tale robustezza fìsica non ostacola, anzi bene si associa, con una grande capacità
di espressione sentimentale. Perciò il Cristo del Giudizio non è il Dio impassibile, non
è il Giudice incoronato; il suo occhio è sì d'acuto indagatore, la sua fronte è accigliata,
ma nel chinar la testa è un atto di soccorso, nel respiro breve delle labbra aperte è
l'espressione della misericordia. Del giudice non è la potenza che Giotto vede, ma sì
l'intimo contrasto fra l'amore al perdono e la necessità della giustizia.

L'Annunziata, sempre nella Cappella degli Scrovegni, non è ritrosa, non impaurita
per le parole di Gabriele. Giotto non ha illustrato i verisimili atteggiamenti di una donna.
Devota e sicura di sè, ella piega il ginocchio a terra, col busto e il collo eretti, bene
cosciente dell'alto dovere che le compete. Forse nessun artista ha mai più saputo esal-
tare in tal modo la coscienza morale della donna. Poiché non di una donna si tratta,
ma della donna, della realtà simbolica di un eterno femminino. Così Giotto ha immagi-
nato l'Annunziata.

L'idealismo della civiltà medioevale, in tutta la sua potenza, è in tal modo proiettato
sulla terra. La presenza urgente all'osservatore dell'immagine umana non toglie ad essa
il suo respiro ideale. Il segreto dell'arte di Giotto è qui. Un maggior accordo tra la figura
e l'ambiente avrebbe discentrato l'attenzione sull'uomo. Una maggior precisione di effetto
plastico avrebbe materializzato l'immagine umana. Una accentuazione maggiore della
linea avrebbe tolta all'immagine umana la sua realtà. Una intonazione più ricca di colore
avrebbe attenuata la precisione di ogni immagine. Un minor rigore architettonico di
composizione avrebbe meno imposto la volontà dell'artista, avrebbe suggerito analisi
sentimentali, avrebbe probabilmente creato brani magnifici, ma anche attenuato il ca-
rattere sintetico della creazione. L'accordo di tutti questi elementi, che poi si compendia
nella fusione di linea e di piano plastico, permette a Giotto di riassumere in un breve
spazio, con una logica di ferro, le idealità sognate prima di lui e le realtà studiate dopo
di lui.

L'uomo di Giotto sa dove vuole andare, e va dove deve andare. Non ha riflessioni,
nè turbamenti; la sua psicologia è semplice; la sua cosienza morale sovrana. Ogni suo
atto è immediatamente conscguente allo scopo, rigido nella sua sicurezza; ogni idea è
seguita dallo scatto della volontà. Ogni folla è un uomo solo in azione.

Le scene di Gioacchino sono di dolore e di sventura, aride, semplici, crude. Sul
fondo azzurro pochi semplici toni. Ovunque, la linea orizzontale, come sotto una mano di
ferro, prevale. Un atteggiamento rigido riassume in sè la scena. Non vi sono se non sillabe
accentate. È un ritmo interrotto, di singhiozzo represso, di passione senz'irà con un rac-
coglimento che vela la violenza della tragedia repressa.

Gioacchino riceve la grazia: e la porta di Gerusalemme sotto cui egli si abbraccia con
Anna, è tutta d'oro. 1 colori delle vesti squillano. E festa! La vita è feconda e la linea
orizzontale non domina più.

Poi, le ancelle si affaccendano attorno Maria appena nata. Vi è la medesima casa in
cui prima Anna, sola e disperata, pregava. La medesima casa: e come cambiata! Chiara,
piena di sole! e piena di gente!

Più tardi, avvenimenti gravi ritornano. 1 pretendenti a Maria recano le verghe
all'altare. Poi, s'inginocchiano nell'attesa. La linea delle teste rivela lo stato degli animi.
Prima, un'aspettazione calma e raccolta: e la linea delle teste taglia il campo e metà.
Dopo, essa si abbassa fino al quarto circa dell'altezza totale: il prodigio è imminente.
Dalla calma aspettazione di una folla all'angoscia: e si tratta di una linea orizzontale.

A traverso un'alternativa di linee e di eventi, si giunge all' Adorazione de Magi, al
trionfo dei toni chiari e ricchi, delle figure più che altrove floride, della serenità diffusa.

11 ritmo diviene più ampio: è il Battesimo. Una chiarità sale dalle acque, dai corpi,
dalle vesti. Trepidano raccolti gli angeli che offrono drappi, s'ischeletrisce il braccio del
Battista per sacro timore.
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