L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

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buoni a S. Maria sopra Minerva. L'autore rifiuta la paternità
■ li Mino par il monumento Forteguerri a S. Cecilia, per quello
dalla Rovere a S. Maria del Popolo, per i bassorilievi dell'ab-
side c della sagrestia di S. Maria Maggiore e per il taberna-
colo di S. Cecilia in Trastevere: ma appare eccessivo respingere
ogni relazione con lo stile di Mino per il gruppo di opere
segnate Opus Mini in Roma.

La valutazione artistica di Mino non pare certamente
neppure intaccata dalla (rase finale dello scritto Mino ap-
parta une note de gràce au milieu de la gravile e du sérieux
roma*!» 'du Quattrocènto,.'—e non c'è altro; l'Alazard stesso
dichiara di non volersi compromettere lincili'' al catalogo
delle opere di Mino manchi la migliore precisione: quella
che viene dai documenti: e aspetteremo che gli abbia trovati.

9. Borenius (T.), Tree panels from the school
of Pesellino.

Le tre tavolette che probabilmente fecero un tempo parte
della decorazione di un cassone, rappresentano storie della
Vita, di Giuseppe e si manifestano di scuola fiorentina e' più
precisamente di cerchia peselliniana. Sono ora nella Colle-
sione degli eredi del sig. Ross.

10. Cook (H.), A note on Spanzotti, the master
on Sodoma (Buri. Magaz., dicembre 1918).

Sulla base dei dati forniti dal Vesine (Nuove informazioni
intorno al Pittore Martino Spanzotti, Torino, Bocca, 1918),
il Cook per aver ritrovato le stesse iniziali M. F. che vediamo
nel Cristo fra i dottori di Spanzotti (Museo Civico di Torino)
nella Madonna in trono fra angeli della Collezione Cook di
Richmond (n. 104), attribuisce anche questa seconda opera
al pittore casalese. Ma non abbiamo alcun elemento nuovo
per ritornare sulla opinione comune e figlia della più chiara
evidenza che quella Madonna sia della scuola di Vincenzo
Poppa. ......

11. Foratti (Aldo). Di alcuni quadri inediti
di Giovanni Bonconsigli (Boll. d'Arte, fase. V-VHT,
1918), - '

Rilievi sullo svolgimento del pittore vicentino, (li sulle
sue opere note e tuttavia iiiedite.

12. Holmes (C. J.), Recent acquìsitions for pu-
blic collections: VI. Bernardo da Parenzo. The
National Gallery. (Buri. Magaz., dicembre 1918).

Illustra un'interessantissima Adorazione dei Pastori com-
perata di recente per la Galleria Nazionale di Londra.

Si tratta di un'opera di cerchia padovana memore dell'opera
di Mautegna, a Downtòn Castle. L'attribuzione al Parenzano
n >n convince. Di sulla fotografia si pensa molto più facil-
mente a Bernardino Bininone. Lo scambio del resto è ben
comprensibile per due artisti educatisi entrambi agli Ere-
mitani.

Soltanto v'è qui, in più, dei caratteri locali lombardi che
paiono persino preludere alle primissime opere di Braman-
tino, e che perciò si attagliano perfettamente al Butinone.

13. Marquand (Allan), Italian Scnlptures in
lite Shaw collection ai the Boston Museu.in: Part onc:

School of Donatello; Fari two: The della Robbia*
(Art in America, agosto e ottobre 1918).

Fra le sculture italiane entrate al Museo di Boston in
seguito al lascito del sig. Shaw, il Marquand studia il bel
bassorilievo di Madonna sulle nubi, già pubblicato dal Bode
nei Monumenti della Se. Fior. (tav. 151) come opera di
Donatello di stile alquanto anteriore alle porte di S. Lo-
renzo; una Madonna della scodella, bassorilievo che reca a
tergo la firma del Bellano e la data 1461. Allo stesso artista,
ma ad epoca molto più tarda della sua attività (c. 1490), è
attribuita una bella terracotta (rilievo) di Madonna col Barn
bino e ilue angioli; ad altro scultore padovano di quel tempo
un altro bassorilievo di Madonna coi Bambino; una quinta
Madonna adorante il Bambino, in bassorilievo marmoreo, è
replica contemporanea del rilievo del Louvre (pubblicato ne
L'Arte, 1007, p- 451) e attribuito ad Andrea di Francesco
Guardi.

Rileviamo che il Marquand attribuisce ancora al Bellano
il monumento ad Antonio Roselli al Santo di Padova.

Nella seconda parte dello studio appajono parecchi bas-
sorilievi rObhiani; una Madonna della nicchia, probabilmente
di Luca stesso, similissima ad altra della collezione Bliss
di N. York; una Natività di Luca simile alle altre del Museo
Nazionale di Firenze e del Municipio di Genova; la Madonna
dei gigli ancora della bottega di Luca. Della bottega di Andrea
v'è una Madonna della colomba di cui sono note parecchie
repliche (Museo Vittoria e Alberto, Bardini, Louvre, ecc.).
Un bustino di terracotta di ,s'. Giovanni Battista già attri-
buito ad Antonio Rossellino viene posto in relazione col
5. Giovannino del Principe Trivulzio e col medaglione di
fanciullo a S. Ansano presso Fiesole. Si tratta adunque di
uno scultore della scuola dei Robbia fortemente influenzato
da Antonio Rossellino le cui relazioni artistiche coi Robbia
sono giustamente accentuate dal Marquand in buone os-
servazioni.

14. Mason Perkins (F.), Alcune opere d'arte
ignorate (Rass. d'Arte, luglio-agosto 1918).

Una bella Madonna del Sassetta, similissima a quella
del Museo di Berlino, n. 636, è nella raccolta del sig. B. d'Hen-
decourt a Parigi. Altra Madonna dello stesso viene citata
nella Collezione del Marchese Filicaja di Firenze.

11 M. P. ne toglie occasione per riesaminare le opere at-
tribuite al Sassetta alla Pinacoteca Vaticana concludendo che
del maestro non sarebbe che la Visione del S. Tomaso d'Aquino
(11. :76) già parte della predella dipinta per l'arte della Lana
tra il 1423 e il 1426 (cfr. De Nicola in Buri. Magasine, XXVII,
203-15); degli altri tre dipinti, già negati al Sassetta dal D'A-
chiardi. la Flagellazione pare al M. P. di mano di un seguace
strettissimo della maniera di Stefano, mentre le due Storie
di S. Vittorino sono d'altra mano, alquanto più manierata,
e nei suoi manierismi facilmente riconoscibile, sebbene per
ora non identificabile con alcuna personalità cognita.

Una Madonna di Matteo di Giovanni è nella raccolta del
sig. Joseph Spiridon di Parigi.

Di Benvenuto di Giovanni si pubblica una buona Madonna
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