L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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MARIO SALMI

azzurro piegato un po' duramente. Ai lati, come nelle tavole dei primitivi, 1 si svolgono otto
fatti della sua vita. Rossastro nel volto, chiaro ma caldo nelle vesti acquose, presenta qualche
lontana somiglianza con le cose di Spinello, per la fusione che mostra delle due correnti fio-
rentina e senese: si può assegnare alla fine del secolo xiv.

Altre cose minori oppure danneggiate, che siano coeve e accennino all'arte nostra, in-
dicano in Terra di Bari derivazione senese ; 2 mentre è alquanto diversa l'arte dello stesso
periodo in Capitanata;3 e in Terra d'Otranto trionfa a lungo il bizantinismo che culmina
nella chiesa di Santa Maria del Casale presso Brindisi con i grandiosi affreschi — da poco
scoperti 4 — di Rinaldo da Taranto, un bizantino-pugliese meritevolissimo di studio.

Ai primi del Quattrocento fiorisce nella stesa pianeggiante del Leccese, e con singolare
rigoglio, l'arte italiana. La chiesa di Santa Caterina in Galatina, già nota agli studiosi,5 ma
illustrata sempre troppo frettolosamente, merita nei suoi affreschi, esame più attento. L'edi-
ficio sorse dal 1384 circa al 1391 per volere di Raimondello Orsini conte di Solete/ diviso
nella nave di mezzo in tre campate e in una quarta più piccola come coro, da pilastri poli-
stili con volte ogivali e costoloni apparenti. Ai lati è fiancheggiato da quattro strette navi cui
si perviene per mezzo di valichi depressi, coperte da massicce volte a botte rialzata, di se-
zione archiacuta.

Giovanni Antonio del Balzo Orsini, figlio del precedente, aggiunse — abbattendo la pa-
rete finale del coro —■ un'ariosa tribuna ottagona stilisticamente diversa dalla chiesa e inspirata
nelle eleganti proporzioni e nei particolari ornamentali, alla cappella Caracciolo in San Gio-
vanni a Carbonara di Napoli. Essa è spoglia di pitture, mentre la nave di mezzo ne è com-
pletamente decorata e in gran parte ne sono le navatelle di lato. Un affresco votivo di un
Francesco d'Arezzo, nella prima navatella di destra, porta anzi la data 1435 che può consi-
derarsi come termine ante quem per la ricca decorazione pittorica della nave maggiore. li me-

1 In Puglia se ne veggono due a Bisceglie, in Santa
Margherita, riunite a dittico, della fine del secolo xii,
con la Santa e San Nicolò da Bari, tra fatti della loro
vita. Una terza, di poco posteriore, nella cripta del
Duomo di Traili, raffigura S. Nicola pellegrino, fian-
cheggiato esso pure da storiette che illustrano la sua
leggenda.

2 Ricordiamo un affresco nell'abside sinistra della
Cattedrale di Conversano con la Madonna e il Bimbo
in trono adorati da due angeli, fra San Flaviano (?),
San Cristoforo e un vescovo committente, e l'Eterno
nel catino, circondato da un coro angelico che è
quanto iesta (dilavato dalle acque), dopo l'incendio
dell'edificio, di un fine dipinto derivante da Simone
Martini.

Accenniamo pure agli affreschi nell'antica chiesa,
ora fienile, del castello di Balsignano. Nella calotta
absidale il Cristo in gloria è inscritto in una mandorla
e quattro angeli lo circondano ; mentre al di sotto
stanno altre figure ed una fila di Santi a mezzo busto
danneggiatissimi e quasi evaniti, ma tali da far ricono-
scere ancora il carattere dell'arte senese del Trecento.

Così dicasi di una Madonna col Bimbo a mezzo
busto riapparsa sotto lo scialbo in San Sepolcro in
Barletta e . di una tavola nella ricordata chiesa di
Giano cbe, sebbene guasta da irreparabili rifacimenti,

nel dolce piegar del capo verso il Putto assiso sulla
sua destra e benedicente, ripete una composizione cara
ai senesi.

3 Non si è ancora in grado —per scarsità di dipinti co-
nosciuti— di valutare lo svolgimento dell'arte pittorica
nella Puglia Dàunia. Sono bizantineggianti gli affre-
schi di Monte Sant'Angelo ed hanno sapore rozzo e
ritardatario gli affreschi della cappella della Madda-
lena in San Domenico di Manfredonia, :ose votive
della fine del sec. xiv o dei primi del xv riprodotte
da A. Beltramelli, // Gargano, Bergamo, 1907,
pp. 48-49.

4 P. Camassa, Comunicazione al X Congresso di
storia dell'Arte, Roma, 1912.

5 Schulz, Denkmaler der Kunst des Mitlelalters
in Unteritalien, I e III ; Cavalcaselle e Crowe,
Storia della pittura in Italia, IV, p. 326 ; Schubring,
in Rassegna Pugliese, 1901, XVIII, p. 170; Er-
bach v. Fììrstenau, Pittura'e miniatura a Napoli,
in L'Arte, 1905, pp. 1-17 ; A. Venturi, Storia del-
l'Arte, VII, p. I, p. 152.

c Papadia, Memorie tàtoriche della città di Gala-
tina nella Japigia, Napoli, 1772, p. 97; De Giorgi,
La chiesa di S. Caterina in Galatina e la torre qua-
drata di Soleto, in Rivista Stor. Salentina, a. 1903,
pp. 286-307.
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