L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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APPUNTI PER LA STORIA DELLA PITTURA IN PUGLIA 161

tornato nel legno con tre mezze figure bellissime che sono sopra la porta del coro»;1 ma
smarrito già al tempo di Amico Ricci,2 ogni ricerca in quella chiesa ed altrove è riuscita in-
fruttuosa. Arieggia lontanamente la maniera del maestro una piccola tavola in San Pietro di
Barletta con Cristo a mezzo busto che sorge dal sarcofago, ai cui lati son dipinti sul fondo
azzurro, emblemi ed episodi della Passione espressi, questi ultimi, in modo schematico con
le mezze figure dei vari personaggi o, addirittura, con le sole teste. Vi riconosciamo l'Ora-
zione nell'orto, il Bacio di Giuda, il Tradimento di Pietro mentre canta il gallo, Cristo bendato
e deriso, Pilato che si lava le mani.

Per iconografia esso attesta del diffondersi anche nel Mezzogiorno di quel soggetto della
Pietà ispirato alla visione della Messa di San Gre-
gorio tanto frequente nell' Italia centrale ed in <
Francia; e stanno a confermarlo il calice e l'ostia
dipinti, nel nostro, ai piedi del sarcofago. Per la
disposizione degli emblemi e delle scene, la pittura
— il cui maggiore interesse è iconografico — va
confrontata con una tavoletta della seconda metà
del Quattrocento, nella Pinacoteca di Perugia (sala
VI, n. 15).

Un altro artefice contemporaneo a Gentile
■lavorò per la Puglia, poiché lo Schulz riferisce
che nella cattedrale di Trani, un quadro datato
1432 portava il nome di tal Giovanni di Francia.
Se al medesimo pittcre appartiene, come crede
probabile il Venturi,3 una Madonna col Bimbo
presso Pio Fabbri a Roma, con la firma e la data
1429, conviene giudicare con severità la sua arte
grossolana che segue incertamente le orme dei
nostri maestri settentrionali coevi.

Analoga tendenza presenta una piccola Ma.
donna a mezzo busto col Bimbo, su fondo di
oro,4 nel Museo di Barletta. La Vergine ha la
testa molto "rialzata e convessa, il volto lungo un Fig. 9 — Il Redentore risorto,

po' sfuggente che arieggia alle cose lombardo-fran- Barletta, S. Giacomo,

cesi della metà del Quattrocento. Così dicasi del

largo panneggio delle vesti e delle forme ilei Putto sulla sinistra, benedicente e avvivato
dalla nota rossa di un corallo che gli pende dal collo.

Sempre a Barletta, in San Giacomo si conserva una tavola cuspidata, s dipinta da ambo
le parti su tela, che può identificarsi come un segno da portarsi in processione.

La Madonna da un lato a mezzo busto, su fondo graffito ad oro e nimbi in rilievo,
presenta il Putto col rottilo e benedicente. Dall'altro lato il Redentore pure a mezza figura,
benedice alla greca, tenendo il labaro della Resurrezione (fig. 9). 11 dipinto è arido e crudo

col Bambino dormente, fra due Santi, nel monumento
Lambertini della grande cripta sotto il Duomo di Trani
(riprodotto dal Vinaccia, I, p. 55).

1 Vasari, Le vite di Gentile da Fabriano e il Pi-
sanello, ed. da A. Venturi, Firenze, 1896.

2 A. Ricci, Memorie degli artisti della Marca dì
Ancona, Macerata, 1834, I, p. 152 e t68. Lo Schulz,
op. cit., I, p. 834, che neppure vide il Crocefisso, nel
riferirsi male al Ricci, attribuisce il dipinto (e altri ha

ripetuto l'errore) a Francesco di Gentile, assai più
tardo nel nostro e da poco determinato dal Beren-
son, Catalogne of a Collection of Paintìngs and some
art objects (J. G. Johnson), Philadelfia, 1913, pa-
gine 75-S0.

' A. Venturi, Un quadro di Giovanni di Francia,
in L'Arte, a. XI (190S), p. 138.
+ M. 0.50 per 0,34.
5 M. 0,86 per 0,61.
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