L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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MARIO SALMI

tolomeo), giacché sappiamo che l'artista si trovava nel 1508 a Firenze, fu — già lo accennai
— da lui dipinta più volte: a Venezia, in San Giobbe e nei quadri della Galleria di Brescia,
di Torino e di Hampton Court. Nel nostro vediamo ridotta la composizione dei due primi,
poiché vi manca il pastore che nell'una e nell'altra tela sta dietro al San Giuseppe.

Del resto, l'atteggiamento delle figure è analogo, ad eccezione di quello del Putto. Questo

10 si trova identico nel quadro di Brescia 1 che ha pure maggiori analogie nel paesaggio,2
mentre è diverso nel dipinto di San Giobbe,3 dal quale fu riprodotta la capanna del nostro.

11 Savoldo non vi raggiunge il luminismo del quadro bresciano, un po' troppo realistico e di
ostentato fervore religioso, né la larghezza del San Girolamo Layard o dei santi nell'Ado-
razione di Torino. Si accosta invece per tecnica e per sentimento alla Natività di San Giobbe
dove la sobrietà delle luci ecl il semplice panneggiare sembrano trovarsi in perfetta armonia
con lo spirito nobile, ma quieto, che anima le varie figure : è lo spirito proprio che troviamo
nella pala di San Nicolò di Treviso datata 1521. E quando si ponga mente che nella pala
di Santa Riaria in Organo a Verona, del 1533, la composizione è larga e animata, tizianesca

e le figure son costruite con certa possanza che il nostro
quadro non conosce, lo dovremo credere d'un tempo
anteriore vicino alla pala di Treviso.

Nella stessa chiesa di Terlizzi grandeggia, dietro
l'aitar maggiore, una tela attribuita a Tiziano della
quale si narra una curiosa odissea.4

La Vergine, un po' distratta, siede sopra un sem-
plice trono a due gradini con un liscio dossale color
legno. Porta una veste rosso vino, un manto azzurro
scuro ecl è coperta, nel capo e nelle spalle, da un velo
bianco. Il Putto in piedi, tutto nudo, sulla sua sinistra,
si volge fiero da quel lato a un enfatico San Francesco
che, piegato, apre le braccia come per accoglierlo; men-
tre dalla parte opposta, San Giovanni bronzeo, con un
grigio panno a tracolla e un manto vinoso, offre un

„ . ■ " candido agnello. Fa da scenario, a destra, una collina

big. 22 — G. Antonio da Pordenone: 0 ■

Madonna e Santi spàrsa di cespugli e ornata d'un castello, la quale de-

Terlizzi, Chiesa già degli Osservanti. grada a sinistra su di un lembo di mare mentre il cielo

di tenui azzurri e forti aranci simula l'effetto d'un tra-
monto infuocato (fig. 22). Del Tiziano non è che il ricordo nella composizione, ma lo slancio che
potremmo dire eroico delle sue figure è divenuto retorico, gonfio nei Santi monumentali e pieni
di movimento. Questi particolari corrispondono invece al Pordenone, del quale si riconosce nel
quadro di Terlizzi la foga affrettata e talora scorretta e l'intenso colorismo. Anche i tipi rappre-

1 Fot. Alinari ri. 14693. Il Putto è ripetuto nello Passata Terlizzi sotto il principe Grimaldi, nel 1629
identico atteggiamento in una Vergine a mezzo busto il Conte di Conversano fece rubare il quadro, eccet-
e due santi della Galleria di Torino, fotogr. Alinari, tuata la parte superiore lasciata dai ladri sul luogo,
n. 14847. essendosi serviti di scale troppo basse. Questa parte

2 II chiesone bresciano riappare nella finissima Na- (non potendosi recuperare il dipinto), sarebbe stata
tività di Torino, che è bensì composta in modo del donata dal Grimaldi al Principe di Monaco il quale
tutto diverso. l'avrebbe ceduta in dono al re di Francia e questi al

3 Fot. Alinari n. 18312. Granduca di Toscana. Conclude al riguardo l'A. che

4 L. Maranelli Giovene, Memorie storiche dì ora « forma uno dei più rari pregi che adorna le gal-
lerlizzi, Bari, 1881, pp. 276-281. Riferendosi ad un lerie di Firenze » dove non son riuscito però a rintrac-
notiziario presso la famiglia Scalerà, l'A. narra che ciarla. Riguardo al quadro, fu rimandato a Terlizzi nel
agli inizi del Cinquecento, Tiziano fu in Puglia tor- 1643 con processioni e luminare. La tela misura oggi
nando dalla Spagna e che il Duca di Gravina degli m. 2,60 circa di lato.

Orsini signore di Terlizzi, gli commise la nostra tela.
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