L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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MARIO SALMI

dei re è per cadere abbattuto, altri sono già uccisi e travolti dall'onda impetuosa dei cavalli
bianchi che cavalcano i guerrieri vendicatori, armati di lancia e di scudo con banda rossa o
crociato.

Nell'opposta parete, l'angelo di Dio ha già chiuso il pozzo dell'abisso entro il quale il
pittore ha voluto mostrare la testa cornuta di Satana. Quindi in basso, come in sezione, è
l'abisso veduto sotto la crosta terrestre con i colpevoli terrei, e le teste della bestia e del drago
(XX, 1-3). Accanto i dannati sono schiacciati dal trono dei giudici. Questi sono in numero di
quattro di cui tre con la corona e la tiara; e stanno seduti mentre un angelo dà a due di essi
la spada e lo scettro (XX, 4, riprodotto dal Gigli, loc. cit., p. 125).

La città santa viene quindi assediata da Satana con le genti a lui alleate di Gog e di Magog
(XX, 7-8). Gli abitanti, protesi dai ballatoi d'una torre circolare cinta di mura, guardano agli
offensori che sono a cavallo, chiusi in ricche e originali armature (fig. 7).

Il drago si eleva nella parete di facciata, sullo stagno di fuoco e accanto la tempesta delle
fiamme ha già travolto l'Anticristo ed abbatte i guerrieri del Demonio (XX, 9-10).

Diviso dalla porta, il Cristo nimbato siede poi giudice in trono con lo spadone ed il
libro della vita aperto sulle ginocchia. Sotto il trono, sono pure aperti i quattro volumi degli
Evangeli e al suono delle trombe cui dànno fiato tre angeli, i morti risuscitano dal mare e
dall'inferno personificato nel drago di cui si veggono le ampie fauci, e li offre la morte te-
nendoli fra le mani dalle dita adunche (XX, 11 a 13, riprod. dal Gigli, op. cit., p. 126).

Nella parete sinistra si compie la visione apocalittica: il Santo, in piedi, è volto all'an-
gelo bianco vestito che viene a lui con la spada e la coppa « piena delle sette ultime piaghe »,
per mostrargli la Gerusalemme celeste, premio dei buoni. La città sorge a destra nei suoi
edifici giallognoli e cinta di mura forate da una porta (XXI, 9-22).

Poscia dal trono destinato all'agnello, cioè da un tabernacolo circoscritto nell'iride del
cielo, muove il fiume azzurrino dirigendosi al tempio adorno di due absidi. Lungo ia sponda
sinistra fioriscono gli alberi del legno della vita (XXII, 1-3), intanto un angelo rosso vestito
accenna alla chiesa e al fiume fonte di salvazione.

In primo piano infine, Giovanni è caduto a braccia conserte ai piedi di un angelo can-
dido che tocca la testa dell' Evangelista.

Finiscono in tal modo le storie apocalittiche la cui difficile e complicata narrazione è
espressa con sufficiente chiarezza e sopra a tutto con ampiezza insolita di particolari che me-
ritavano di essere descritti.

Mario Salmi.
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