L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 24.1921

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JUAN AGUSTIN CEAN BERMUDEZ

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Non soddisfatto delle notizie così raccolte, il
Bermùdez aveva proceduto, sia di persona, sia
per mezzo di amici intelligenti, a uno spoglio si-
stematico di moltissimi archivi spagnoli, traen-
done informazioni e documenti preziosi. Quindi era
passato all'esame diretto delle opere d'arte, per
identificarne, nei casi dubbi, gli autori, « va fuese
por las fìrmas y signos que dexaron en ellas, ó va
por su estilo v manera, comparados con otras cier-
tas y conocidas de ìa misma mano ». Non si dis-
simulava le possibili obiezioni e le avversioni
di vario genere a codesto ultimo mezzo d'indagine;
ma riteneva che, adoprato con misura e con saggia
valutazione dei vari elementi di giudizio (compo-
sizione, disegno, colorito; vesti, ambienti, acces-
sori; tecnica del dipingere, ecc.), se ne potessero
trarre buoni frutti. Per conto suo affermava di

conservato nella Certosa di Aula Dei presso Zaragoza, dove
il figlio del Martinez, Antonio, pittore anch'esso, si ritirò
a vita claustrale e morì. Ma esso andò poi smarrito, e solo
nel 1852 fu ritrovata la copia del I.arrea, di sulla quale
l'opera fu immediatamente impressa, nel Diario Zarago-
zano (e, a parte, in scarso numero di estratti), a cura di
D. Mariano Nougués y Secali. Una seconda edizione ne fu
procurata nel 1866 da D. Valentin Carderera y Solano, e

10 l'ho citata qui dietro. Le maggiori opere del Pacheco
e del Carducho eran già edite all'epoca in cui il Bermudez
veniva apprestando il suo Diccionario (Arte | De La Pin-
tura, | Su Antiguedad, I Y Grandezas, [ Descrivense
los hombres heMiNENTFS | que ha hauido en ella... |
Por Francisco Pacheco | uezino de Sevilla. [
Atto i6.(y... | En Seuilla, por Simon Faxardo, impressor
de libros, | a la Cerrajeria. — DIALOGO | De La Pin-
tura | Su Defensa Origen, Esse | Cia, Definición, Mo-
dos | Y Diferencias... | Por Vincendo Carducho... | Im-
presso con | licencia por Fr.co Martinez | Alio de 1633
[Madrid]). I « traba.ios inéditos 1 «lei Pacheco posti a pro-
fitto dal Bermùdez, dovettero essere il famoso Libro de
despripcion de verdaderos retralos de illustres y tnemorables
varotws, edito poi per cura di José Maria Asensio in Sevilla,
l'anno 1886, e forse le poche lettere ed « opùsculos en
prosa », più tardi raccolti dallo stesso Asensio nel suo studio
introduttivo ai Rctratos (Francisco Pacheco. Sus obras ar-
tistica* y Uterarias, Sevilla, Rasco, 1886, p. Ri e segg.).

11 quale Asensio a torto nega — a parer mio — che Ceàn
avesse conoscenza diretta dei Reirates e degli Elogio* che,
per opera dello stesso Pacheco, li accompagnavano (Op. et'/.,
p. 42 e 44). Quali fossero, poi, i lavori inediti del Carducho
usufruiti dal Nostro non saprei dire. Non fidandomi delle
mie conoscenze in materia, ho voluto interrogare in propo-
sito un de' più colti e intelligenti studiosi della tradizione
teorica attorno le arti in Ispagna, il sig. F. J. Sanchez
Cantón; ma anch'egli non seppe darmene notizia. Debbo
ritenere che, o siano poi andati smarriti, o si tratti qui di
un errore materiale del C. B,

esser giunto a conclusioni numerose e soddisfa-
centi, non solo distinguendo le copie dagli origi-
nali e le opere genuine dalle apocrife, ma anche riu-
scendo a riconoscere l'autore di molte opere per
l'innanzi adespote. I molti viaggi fatti dovunque
in Ispagna fossero conservate pitture di pregio,
e quindi i contatti personali con cultori delle arti
e degli studi ad esse connessi, e la vasta mole di
notizie, di tradizioni, di giudizi così raccolta, e com-
pletata mediante riceiche ed inchieste epistolari,
gli avevano infine procacciato un materiale pre-
zioso ai fini cui mirava. Nè aveva ristretto le in-
dagini ai soli pittori e scultori: le aveva estese ai
miniatori, agli incisori, agli orafi; agli « imagineros
en vidrio y bordado», e persino agli artefici del ferro
battuto. Sola, fra tutte le arti nelle quali avesse
parte il disegno, rimaneva esclusa dal Diccionario
l'Architettura: tali essendo la importanza e la
vastità dei suoi scopi pratici ed artistici, da rendere
opportuno il trattarne {come più tardi fece Ceàn)
in opera a parte e di maggiore estensione.

Il materiale così raccolto non era stato ordinato

— proseguiva il compilatore — cronologicamente,
come si sarebbe dovuto se si fosse trattato di com-
porre una storia, perchè codesta disposizione era
sembrata « poco acomodada a una biografia »,
specialmente essendo tuttavia dubbiosi od ignoti
molti dati cronologici, e difficilmente ordinabili
i molti artisti vissuti contemporaneamente. Nè
un ordinamento geografico, per città e regioni, era
apparso preferibile a quello alfabetico, più ovvio
e praticamente più \antaggioso. Ma rimaneva an-
cora insoluto il dubbio più importante che si sa-
rebbe potuto proporre al Bermùdez: perchè, avendo
raccolto e ordinato un siffatto materiale, sparpa-
gliarlo poi in paragrafi necessariamente scompa-
ginati, e non usufruirne per scrivere la storia ana-
litica delle arti in Ispagna. — Lo dirò francamente

— rispondeva il compilatore, ormai giunto al ter-
mine del suo Prologo: — senza cedere a nessuno
per lo zelo e la costanza a tale impresa necessari,
non mi presunsi mai fornito del vasto ingegno e
dell'erudizione e del gusto occorrenti a poter sco-
prire e via via seguire l'origine e i progressi della
buona dottrina artistica nelle sue svariate espres-
sioni, e i vari motivi della sua decadenza e corru-
zione. Bensì, nella Introduzione che tien dietro a
questo Prologo, si troveranno gittati i fondamenti
di codesta vasta impresa. Io, pago di averne trac-
ciato il piano e raccolto i materiali, cederò di buon
grado a mani più destre e ardimentose la gloria di
costruir l'edificio. —

Ora, il curioso è che codesto Prologo, scritto
in persona prima, e — apparentemente — da
colui che, avendo composto l'opera, ne spiegava
i criteri e i procedimenti, non era fattura di Ceàn
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