L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 24.1921

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PER RAFFAELLO

DISEGNI INEDITI NELLA RACCOLTA OPPENHEIMER DI LONDRA
E NELLA BIBLIOTECA REALE DI WINDSOR

La collezione Oppenheimer di Londra viene ad arricchire di quattro esemplari la
serie dei disegni che ci rappresentano la giovinezza di Raffaello in aspetto ancor più
incantevole e aggraziato che le primizie delle sue pitture. Allo squisito studio dell'an-
gelo suonatore di violino nel museo britannico di Londra, essa ne aggiunge un altro, più
antico, e destinato ad occupare lo spazio opposto a quello che gli fu dato nel quadro
(fig. i). La punta d'argento segna, con squisita leggerezza, il nudo acerbo, sottile, deli-
cato, sotto la trama aerea d'un velo, la testa ispirata, che dall'occhio lucente, dal fre-
mito delle chiome ariose, trae un'animazione rara alle creature di Raffaello: l'incanto
della musica trasporta l'esile adolescente per le vie del sogno tracciate dal pittore ai
suoi eroi giovanili, e si traduce nell'ineffabile dolcezza di lume che raggia dall'occhio
estasiato. Pochi disegni di Raffaello uguagliano il fascimi di questa pura forma cui l'aria
attorniante serba le sue più lievi carezze.

Nel verso del foglio che ci presenta questa umbra ispirata figura di Apollo citaredo,
rivediamo, di profilo, il gentile volto, che da un foglio dell'Ashmolean Museum si volge
a noi con tanta soave limpidità di sguardo da suggerire all' immaginazione il nome
di Raffaello, quando, giovinetto, guardava alla vita con gli occhi di sogno delle
sue figure primitive (fig. 2). I segni paralleli, obliqui, facili e morbidi, sono uguali
nei due ritratti, uguale l'aggraziata acconciatura delle chiome fruscianti con mollezza
di piume sul collo nudo, con uguale ingenuità indicata l'ombra che il berretto cala sulla
fronte serena. Solo, nel ritratto in profilo, la lieve malinconia sognatrice dello sguardo
carezzevole scompare, e l'occhio prende una gioconda vivacità di lume.

Primizie dell'arte raffaellesca anche due studi di mano, una protesa come a sorreg-
gere una corona (fig. 2), l'altra porgente un libro (fig. 3): il tratteggio complicato e
faticoso, che si propone d' interpretare l'interna struttura, l'atteggiamento alquanto
rigido delle studiate dita, il rapido e leggiero contorno di un'ampia manica, attestano
a un tempo l'educazione peruginesca, e un primo timido avvicinamento all'arte nuova
di Leonardo.

Alla fine del periodo fiorentino, crediamo invece appartenga un superbo disegno
nella biblioteca reale di Windsor, dove la foga dei movimenti attesta l'impressione
immediata e viva dalla Battaglia d'Anghiari di Leonardo. Gli studi per la Madonna del
Belvedere, nell'Albertina di Vienna, sono, tra i disegni di Raffaello, i più affini a questo
mirabile schizzo, destinato, come l'altro nel Gabinetto dei disegni in Dresda, alla decora-
zione di un piatto, commessa forse da Eleonora Gonzaga duchessa d'Urbino (fig. 4).
E come nel disegno citato, il viluppo superbo delle linee che modellano i nudi torsi e le
spire del corpo pisciforme dei mostri marini intona una complessa armonia di curve
entro i cerchi del tondo. Il disegno, raro esempio dell'arte di Raffaello decoratore di

L Artt. xxiv, 7.
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