L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 24.1921

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PIETRO TESTA, INCISORE E PITTORE 81

* * * ricerche: e {'Estasi di S. Angelo precipitò dai so-

Tra le livide angosce di una ipocondria sempre lidi impasti veneto-caravaggeschi ad aspri schiaffi

crescente ebbe Retro Testa un'estrema gioia: di pennellate sorde, opposti angolarmente alla

là commissione cioè di una pala d'altare per la luce in Ogni emergenza di colore,

chiesa di S. Martino ai Monti.' Il priore era Scomparvero le filamenta seriche del carezzato

benigno, il luogo tranquillamente campagnolo; cielo testiano; un cupo gorgo di piombo le tra-

fiorivano lunghe disquisizioni sui mezzi e sui fini volse, fra mucide foglie all'apertura di questa

Fig, 17 — P. Testa: Allegoria.
Roma, Gabinetto delle Stampe. — (Kotogr. eseguita per L'Arte).

della pittura, e il buon prete, mezzo convinto,
progettava bozzetti da mettersi in pratica nella
t ribuna.

Volle Pietro accordare la concezione del San
Teodoro lucchese alle esigenze delle sue ultime

1 !! quadro testiano di .S. Martino fu probabilmente
dipinto nello stesso tempo in cui (i. Dughet, amico e com-
pagno del Nostro, trescava i piccoli paesaggi che ornano le
pareti di quella chiesa. Ora le fonti narrano che Gaspar la-
vorò a S. Martino appena tornato da Firenze ove aveva
trovato Pietro da Cortona intento alle decorazioni di pa-
lazzo Pitti; e sappiamo che il Berrettini stette' presso il
granduca tra il 1640 c il 1647. Dal che si può dedurre che
il Lucchese abbia dipinto il .S'. Angelo pochi anni prima
di morire.

grotta scurissima. Perfino la scorrevole conves-
sità del volto angelico di moliana ispirazione,
sussultò nell'accento disperato dell'orbita e nel-
l'aspra sagoma delle chiome nere.

Da questa tela a\VAllegoria (fig. 16) dei Lincei,
singhiozzante follia di un incisore che scambiò
il pennello pei il bulino, non c'è clic un passo.

Ma il lucchese sj gettava nel Tevere, appunto
di questi tempi.

* * *

Morì; e veramente i risultati infelici della sua
estrema pittura ce lo farebbero soltanto compian-
gere, se le sue stampe e i suoi disegni più belli
non ci mostrassero degnamente tutte le strane
agilità del suo talento.

L'Art*. XXIV, 11
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