L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 24.1921

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PIETRO TESTA, INCISORE E PITTORE

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su qualcuno (fig. 19) tra i suoi più bei disegni con-
servati agli Uffizi o, per esempio su questo, S. Rocco
invocante dalla Vergine la cessazione della peste
(fig. 20). Sono, i primi, studi gcnialissimi, impron-
tati a una così frizzante e pittoresca risoluzione

in aereati motivi di capriccio lineare e formale; le
pose abbandonate non valgono più che per il con-
torno aguzzo di un corpo in iscorcio, per la possi-
bilità di chiazze ombrose, arruffate da un brivido
di acuta sensibilità su di un bianco torso illuminalo.

della forma e del colore da richiamarci spesso i
disegni più freschi e meno facili di Giovanni da
S. Giovanni. Quanto al secondo, composizione
definita e più decisamente affermativa di uh sem-
plice abbozzo istantaneo, piace fermasi a consi-
derarlo un po' più a lungo.

Già la personale interpretazione del soggetto
c'inonda di sorpresa vivissima. Le cadenti pesan-
tezze degli appestati, consacrale dal lungo uso al
vigore dei pennelli caravaggeschi, si convertono qui

Ma, innanzi tutto stupisce, la costruzione di
questo quadro; poiché il punto di vista, collocato
più basso del ponticello, dispone le forme con
quel lieve scarto di indictreggiamento prospettico
che fa sempre pensare con tanta spontaneità
alle composizioni tiipolesche. Che dire poi dei
vescovi che nel cielo vuoto appuntano l'obliqua
del loro pastorale, affidandone l'equilibrio agli
ondosi capricci dei sonori piviali marezzati!1
La deformazione geometrica che, per mezzo della
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