L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 24.1921

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ALCUNE NOTE AGGIUNTIVE A QUADRI PRIMITIVI

N. go. Bernardo Daddi: La Vergine (il
Magnificat). Questo quadro può essere di Ber-
nardo stesso, sebbene appaia ripetizione fram-
mentaria della ben nota Vergine con due santi
e donatori nel Museo dell'Opera in Firenze. La
qualità è quasi la stessa di quella del quadro
fiorentin ). e molto superiore alla Madonna (n. 5)
assegnata a Bcrnaido Daddi nella Collezione Va-
ticana. La miglior pittura di Bernardo nel vecchio
Museo Cristiano era una piccola Madonna iti trono
tra S. Giovanni Battista e un vescovo santo; perchè
questa non ècompiesa nella nuova Galleria? Nella
< Sala dei primitivi 1 non l'ho trovata. Certamente
era molto restaurata: ma non più del maggior nu-
mero dei quadri di questa raccolta.

X. 91. Maniera di I.ippo Memmi: Piccolo
trittico con S. Domenico nel mezzo, pubblicato
da Mr Berenson come opera di Lippo Vanni.

NN. 97-98. Scuola bolognese: 5. Giacomo
Maggiore e S. Maria Maddalena. Frammenti di
pitture molto restaurate con nuovi sfondi dorati;
più probabilmente dipinti in Firenze intorno al
1370 che non in Bologna.

N. 99. Scuola bolognese: La Flagellazione di
Cristo (fig. 14). La mia prima idea sul maestro
di questo quadro fu: 1 un Bolognese della prima
metà del Quattrocento, forse Michele Lambertini
o Pietro dei Lianori ». Or sono in grado di abbre-
viare l'attribuzione, poiché ho trovato che il di-
pinto è opera caratteristica di Michele di Matteo

Fig. 14 — Roma, Pinacoteca Vaticana, n. 99.
(Fot. Anderson).

IOI

(che si usava identificare con il Lambertini). La
correttezza dell'attribuzione si può verificare me-
diante un confronto di questa pittura con il trit-
tico da altare firmato da Michele di Matteo, raf-
figurante la Pietà e alcuni santi, nel Museo di Bo-

Fig. 15 — Roma, Pinacoteca Vaticana, n. 102.
(Fot. Anderson).

logna (dat. 1469). Specialmente l'uomo più gio-
vane, a destra, è figura assai caratteristica di Mi-
chele di Matteo.

N. 100. Jacopo Avanzi: I funerali di S. Fran-
cesco. Opera assai palese del maestro, certamente
più tarda del grande trittico che abbiamo ten-
tato di assegnargli. Lo stile di Jacopo Avanzi
sembra aver notevolmente cambiato nei diffe-
renti periodi.

Un terzo dipinto bolognese dello stesso periodo
dei due precedenti è il n. 102. Scuola giottesca:
La passione di Gesù Cristo (fig. 15). Il quadro è
interessante dal punto di vista iconografico; par-
ticolarmente le due scene sul Golgota precedenti
la crocifissione sono assai insolite. Sfortunatamente
lo stato di conservazione è pessimo, pure sembra
che sia rimasto abbastanza del disegno originale,
del panneggio e dei tipi delle figure per suggerire
lo stile di un pittore determinato. Vado pensando
a Jacopo di Paolo, del quale almeno due opere
firmate si trovano nella Galleria di Bologna. Tut-
tavia il nome dev'essere pronunziato con la titu-
banza dovuta allo stato di conservazione parti-
colarmente misero del dipinto. A proposito dei
quadri bolognesi del periodo di transizione appar-
tenenti alla Collezione Vaticana un altro può esser
qui ricordato, cioè il n. 172: Sano di Pietro: La
Natività. La stessa composizione di questo dipinto
riappare nel pannello centrale di un piccolo trittico
nella collezione J. G. Johnson a Philadelphia.
che secondo la mia opinione è un'opera autentica
di Andrea da Bologna. Il quadro della Galleria
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