L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 24.1921

Page: 104
DOI issue: DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/arte1921/0132
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
104

ACHILLE PELLIZZARI

degli ospedali, delle confraternite ed altre opere
pie, dei municipi, delle case magnatizie. F.bbc
così un nuovo cospicuo materiale da aggiungere a
quello, già notevolissimo, adunato dall'ideatore
dell'opera. Procedette quindi a pubblicare il tutto,
col sistema che tanti anni di poi adottò in Italia il
Milanesi, stampando e illustrando le opere del
Vasari: diede come testo lo scritto originale del
I.laguno y Amirola, e aggiunse in forma di note a
piè di pagina e come Adiciones al termine di ogni
capitolo, le sue giunte, riferendo in fine ai singoli
volumi i documenti originali citati cosi nel testo
come nelle note. « De oste modo — si osserva nel
Pròlogo (p. XII) — se consigue conservar integro
el texto del autor con sus notas, y las ilustraciones
y adiciones de Ceàn Bermùdez, sin alterar la
cronologia de los arquitectos, ni la relacion de sus
obras »: notevole vantaggio, senza dubbio, nei ri-
spetti di Ceàn, le cui fatiche rimanevano, così, ben
distinte da quelle del Llaguno y Amirola; ma svan-
taggio per l'opera in sè, dove le note finirono spesso
per sopraffare il testo, privandola di equilibrio e di
fusione. Miglior consiglio sarebbe stato — chi ne
avesse avuto capacità — rimetter le mani nel
manoscritto originale e rifondere il tutto; ma io
credo che Ceàn obbedisse, scegliendo altra via,
nonché al desiderio di mantenere separato e osser-
vabile il frutto delle sue ricerche, anche all'istinto
che lo portava a preferire — conforme alle sue
limitate capacità costruttive ed espositive — la
forma frammentaria dell'ordine alfabetico o della
postilla, alla ben più difficile forma seguitata de!
racconto storico. In ciò Jovellanos aveva bene
valutato — egli così sagace e capace dominatore
dei fatti e delle idee — le forze e i segreti desidèri
dell'amico suo.

Le Noticias del Llaguno y Amirola, non segui
vano infatti la disposizione alfabetica, bensì un
ordine cronologico (dal 720 al 1734), che, pur ridu-
cendosi a una successione di biografie, implicava
di necessità una notevole ampiezza di trattazione,
e coordinamenti e richiami continui, tutt'altro che
agevoli.

Ciò premesso, è doveroso riconoscere che anche
in questa fatica di collaboratore in second 'ordine
e di annotatore, Ceàn Bermùdez spiegò le notevoli
qualità erudite onde ogni suo lavoro ebbe non ef-
fimera utilità; e tali fc tarte furono le sue addizioni
alle Noticias, da giustificare il giudizio del Menén-
dez y Pelayo, che a lui attribuiva, in confronto di
Llaguno, « màs de la mitad de la gloria ».'>

Ciò non vuol dire che l'opera andasse esente da
difetti: maggiore di tutti la trascuratezza — peg-
gio, l'ignoranza — dimostrata così dal Llaguno

9 Historia già cit., T. VI, p. 334.

come da Ceàn verso l'architettura medievale
« No sólo se les ocultaron à I.laguno y à su adicio-
nador intìnitos nombres de arquitectos y alarifes
cristianos y mudejares, cuentas de fàbrica y otros
documcntos preciosos, sino que desconocieron
importantes desarrollos de nuestra arquitectura
medioeval, por la cual pasaron corno quien cum-
ple un deber penoso y aspira pronto à salir de él.
La arquitectura de los mozàrabes aparece eonfun-
didacon la de los mudejares, y ésta con la àrabe pro-
piamente dicha. Falta totalmente la arquitectura
bizantina, y no parece sospechar Llaguno que los
cristianos cspanolcs conocieran otra que la por
el impropiamente llamada gòtico-germànica... n.1

Per contro era trattata egregiamente l'epoca del
Rinascimento.

IL

Nel Prologo delle Noticias è detto che alcuni
insigni studiosi, vista la mole grandiosa delle no-
tizie e de' documenti messi assieme da Ceàn, gli
avevano consigliato di scrivere « libremente » la
storia dell'architettura in Ispagna, ma che egli,
« penetrado de graditud à la generosidad del
Sr. D. Eugenio, v de respeto à su obra, no quiso al-
terar nada de lo que habi'a escrito en ella ».2 Questa
volta Ceàn non aveva pretestato (come abbiamo
già visto che fece pubblicando il Diccionario) la
debolezza delle sue forze, per sottrarsi alla compi-
lazione dell'opera storica: ciò che gl'impediva di
dar la piena prova della sua — non negata — ca-
pacità era un motivo puramente estrinseco. Gli è
ch'eran passati, dalla pubblicazione del Diccio-
nario, ben trent'anni, e nel frattempo Ceàn Ber-
mùdez aveva composto il libro che allora si era
affermato inetto a comporre: aveva presso che con-
dotto a termine, con lunga, aspra fatica, una
Historia del Arte de la Pintura, il cui manoscritto,
tuttora inedito, è attualmente conservato in Ma-
drid, nella Biblioteca della Real Academia de
Bellas Artes de San Fernando.

Ecco dunque la prova suprema della sua virtù
di studioso e di critico. Prima di accostarci ad essa,
sarà tuttavia opportuno vedere come, fin dal cSoo,
nella tntrcduzione che dissi posposta, rei Diccio-
nario, al Pròlogo,! Ceàn tracciasse le linee fonda-
mentali d'una siffatta storia.

Sono venticinque paginctte, nelle quali abbon-
dano, monotone ed incolori, le enumerazioni d'ar-
tisti e di opere, ma scarseggiano le idee, vacillano i
giudizi, e, soprattutto, è sensibile la mancanza d'un
concetto direttivo, d'un qualsivoglia criterio perso-

1 Menendez y Pelayo, Historia, T. VI, pp. 333 p seg.
- Noticias, già cit., T. I, p. xi.
3 T. I, pp. xxxv-lx.
loading ...