L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 24.1921

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STUDI DI ARCHITETTURA GENOVESE

PALAZZO ROSSO

Il Palazzo Rosso (fig i) è la reggia dei Brignole
Sale. Decorato dai più virtuosi frescanti genovesi del
Seicento, custode di una pinacoteca singolarissima
per l'omogeneità e lo splendido apparato, si allinea
lungo quella Strada Nuova a cui tuttora è legato
in gloria il nome di Galeazzo Alessi. Intorno ad
essa la storia dell'architettura genovese si tormenta
in un groviglio di problemi insoluti; e la determina-
zione della parte che spetta realmente all'Alessi
non è certo il più semplice. Ed il Rosso è uno dei
palazzi rimasti più misteriori in mezzo all'incro-
ciarsi delle ipotesi. Quante volte io mi feci a stu-
diare le opinioni correnti intorno al suo autore,
ed all'età da attribuirgli, non potei iicavarne che
una grande perplessità.

11 primo responsabile del pan-alessismo di Strada
Nuova è il Vasari; dal testo del quale 1 parrebbe
da inferire che tanto il tracciato della strada quanto
i palazzi che la f ancheggiano sieno opera di Ga-
leazzo Alessi. E il più antico descrittore di Genova
artistica, il Ratti, lo prese infatti quasi alla lettera;
e ritiene 2 i palazzi di Strada Nuova tutti alzati,
eccetto che due, con disegno dell' Alessi. Quei due
sono i Palazzi D'Oria-Tursi e Carrega ; ch'egli
toglie all'Alessi perchè sono attribuiti rispettiva-
mente a Rocco Lurago e a Gio. Battista Castello da
Raffaello Soprani-suo mentore. Tutto il resto (an-
che il Palazzo delle Torrette che porta in fronte
la data 1705!), e per conseguenza anche Palazzo
Rosso, rientra pertanto nell'indefinito patrimonio
dell'architetto perugino. Con che, quanto a Palazzo
Rosso, il Ratti dimenticava di averne, nella vita
di Gregorio Deferrari, attribuita l'erezione ad Em-
manuele Brignole; commettendo, come vedremo,
un errore, ma ponendosi sulla retta strada quanto
a cronologia.

L'Alizeri, che riprese il compito del Ratti, trat-
tandolo però con discernimento e preparazione
senza confronto maggiori, nella prima edizione

1 l'ila di Leone Leoni {Opere, ed. Sansoni: Vili, 553).

2 I/istruzione di quanto può vedersi di più hello in Genova,
Genova, presso Ivone Gravier, 1780, 246.

della sua Guida artistica di Genova,1 pur non in-
dicando espressamente una data, assegna Palazzo
Rosso al sec. xvi, o per lo meno al suo stile. In-
fatti, egli lo esclude dal numero degli edifici do-
vuti all'Alessi — non tanto pel gusto che vi predo-
mina, quanto per prove certe — e cioè perchè esso
non figura in una pianta, della Strada Nuova, pos-
seduta dalla famiglia Adorno, delineata con pro-
babilità verso la fine del Cinquecento.

Poco prima dell'Alizeri, un altro erudito scrit-
tore di cose genovesi, il Banchero, era stato anche
più esplicito scrivendo 1 che Palazzo Rosso sorge
a decorare la Via Nuova fin dal secolo XVI.

Ma l'Alizeri, nella seconda edizione della sua
Guida, mutò parere. Un rinnovato esame delle
forme lo indusse ad ascrivere Palazzo Rosso alla
metà, o poco innanzi, del sec. XVII ; ed a supporre
che lo facesse costrurre Gio: Francesco Brignole,
doge nel biennio [635-37; quegli che sposando Ge-
ronima Sale divenne il capostipite dei Brignole-
Sale. Quanto all'architetto, l'Alizeri propone Bar-
tolomeo Bianco o Pietro Antonio Corradi.'

L'opinione dell'Alizeri fu tal quale ricopiata da
Partecipazio (Giovanni Minuto), * che ai panni
suoi si teneva stretto, come a guida sicura.

Ma in generale, pur con tutte le ragioni ottime
che stavano in favor suo, non ebbe seguito; for-
s'anche per la scarsa diffusione ch'essa ebbe tra
gli studiosi non genovesi. La maggior parte degli
scrittori, trascurando affatto, oltre che l'Alizeri,
anche l'accenno ad Emanuele Brignole avanzato
dal Ratti, continuò a pensare al sec. xvi ed a
Galeazzo Alessi.5

1 Genova, presso Gio. Grondona, 1846, II, 507.
3 Genova e le due riviere, Genova, Stab. Pellas, 1844,
a pag. 43 della 2* parte riinasta incompiuta.
3 Genova, Sambolino, 1875, 161.

* Genova bella, Genova, Soc. dell'Ann. d'Italia, 1883, 64.

5 A ragion d'onore citerò la Guida del Touring (Liguria,
ecc.; ed. 1906, I, 103), che lo definisce maestoso palazzo del
sec. XVII. Invece il Baedeker (Italie septcntrionale, ed. 1904,
391), lo dice bdti par G. Alessi (?).
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