L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 24.1921

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NOTE SULLA GALLERIA DI PERUGIA

La pittura umbra ha una bibliografia ormai co-
spicua: il singolare fascino dei suoi primitivi
messo in valore nella Mostra di Perugia del [907
condusse gli studiosi a trattare dei suoi problemi
più significativi ed a mettere in luce personalità
ignote o poco conosciute. Ma chi crederebbe ormai
esaurita ogni indagine, ad onta di una cosi ricca
letteratura? Esami più accurati, confronti nuovi,
qualche scoperta, valgono sempre a rettificare
giudizi, a chiarire ed a risolvere questioni non de-
finite. Non meraviglierà quindi che la stessa Gal-
leria di Perugia, la maggior raccolta artistica della
Regione, olirà sempre quantunque studiatis-
sima — ampia e gradevole materia per nuove ri-
cerche, della quale ci siamo valsi in minima parte,
in queste brevi note.

Sino ad Ottaviano Nelli, manca nella pittura
umbra quella unità di stile che forma una scuola;
assume quindi un particolare interesse, lo studio
del periodo delle origini in cui germinano gli ele-
menti che daranno vitalità alle energie locali.

Da poco viene apprezzata adeguatamente una
crocetta (n. 74) dipinta da ambe le parti che, an-
nerita e posta in cattiva luce, passava una volta
inosservata nella sala di Taddeo di Bartolo;
mentre oggi, pulita con ogni cura,1 richiama lo
sguardo del visitatore nella sala dei Cimeli. In
una faccia si vede sul fondo d'oro, il Cristo che,
posando sopra un piano di porfido, appare legato,
alla colonna fra due flagellanti (fig. 1). Due angeli
assistevano agli estremi del braccio trasversale;
ma quello a destra è quasi scomparso e manca del
tutto la figura dell'Eterno che era collocata forse
all'estremità superiore della crocetta; mentre in-
feriormente, sta di prospetto, a mezzo busto, un
vescovo benedicente, con pastorale, mitra bianca
e casula rossa, gemmate. Nella faccia opposta, si
eleva una croce azzurra filettata di rosso, dalla
quale pende il Cristo morente, fiancheggiato dalla
Vergine e da Giovanni, posti sul braccio trasver-
sale ma danneggiatissimi (fig. 2) Sul tabellone
si stringono due gruppi serrati: a sinistra domina
il Centurione che ferisce con la lancia il costato di

1 II prof. Giustino Cristofani ne condusse lodevolmente il
restauro. La eroce è alta m. 0,562 e larga m. 0,381.

Gesù dal quale spilla sangue vivissimo; a destra
un guerriero che avvicina la spugna al volto del
Crocefisso e a tergo un giovane seminudo (il Ciré
neo?) che congiunge mestamente le braccia e quindi
un vecchio che le apre, invece, con gesto di doloroso
^stupore La crocetta è danneggiata anche da questo

Fig. 1 — Seguace di Pietro Cavallini: Croce.
Perugia, Galleria — (Fot. Verri).

lato, in alto ; inferiormente bensì essa è intatta
e, ai piedi del Cristo, s'inginocchiano devoti
S. Francesco e un altro santo francescano, forse
Antonio da Padova. Ancora più in basso, il Calvario
è rappresentato schematicamente con un monte a
scogliera, nella cui base si vede il teschio di Adamo.

La figurazione del primo soggetto non consueta
in una croce, la drammaticità misurata delle due
scene e la gentilezza dell'esecuzione, conferiscono
al piccolo dipinto un notevole interesse. Il model-
lato dei corpi (fig. 3) ottenuto con forti e sapienti
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