L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 24.1921

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NOTE SULLA GALLERIA DI PERUGIA

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scere in una Vergine col Bambino nella chiesa di
S. Matteo, assisa su di un trono analogo per forma
a quello di S. Giuliana e coronato ugualmente da
ovoli.1 Il Putto, seduto sul braccio sinistro della
madre, reca il libro e apre la destra ad un largo
gesto per benedire: è il piccolo dominatore quale
lo rappresentò Cimabue. E dipendente da questi,
appare la struttura del volto della Madonna, il
piegare delle vesti,2 il trono messo in prospettiva

Fig. 7 — Imitatore di Cimabue:
Due angeli dell 'Assunzione. Perugia, Spedale militare.

a sinistra e riccamente ornato nella sua parte
inferiore.

Determinata così la corrente stilistica cui appar-
tiene l'affresco, risulta più facile identificarne l'au-
tore con quello che operò a S. Giuliana; giacché
il modell ,to lieve delle carni, quello più forte degli
occhi marcati da occhiaie e staccati sull'ombra

1 L'affresco fu riprodotto da R. A. Gallenga Stuart,
Perugia, Bergamo, 1905, 42; da E. Ricci, La chiesa di S. Pro-
spero, Perugia 1910, 23; e da W. Bombe, Geschichte der
Peruginer Molerei, Berlin, 1912, 38.

2 II velo che tiene in testa la Vergine, è disposto in modo
assai prossimo al manto che ha in capo la Madonna di
Cimabue nella chiesa dei Servi ■ Bologna, riprodotta da
A. Aubert, op. ci/., tav. 16.

profonda delle sopracciglia, e i panneggi, trovano
una identità 1 ignincativa.

Altri pregevoli affreschi del periodo che stu-
diamo, adornano la parete di fondo della graziosa
chiesuola gotica di S. Matteo.

Accanto alla Vergine, a sinistra, rimane la testa
di un santo vescovo dalla barba bianca, in rigido
prospetto, e parte della sua casula rossa a cerchi
bianchi e risvoltata di verde, senza dubbio opera

Fig. 8 — Imitatore di Cimabue :
1 "n angelo deW Assunzione. Perugia, Spedale militare.

della stessa mano. Mentre l'ampia scena che si
svolge al di sopra, rappresentante il Cristo a mezzo
busto entro una mandorla, con sei angeli e i dodici
apostoli, scorretti nelle forme ma vivacissimi,
va attribuita ad un artefice inferiore che fa parte
bensì della stessa corrente, e rivela anzi ancor più
chiaramente l'origine cimabuesca.

A fianco della Vergine, a destra, è rappresen-
tato S. Francesco, di prospetto, con la mano alzata
nello stesso modo del S. Pietro nell'ex monastero
di S. Giuliana, ma di toni crudi e più debole.
Un po' più in basso si vede poi l'immagine dan-
neggiatissima del titolare della chiesa, magro
vecchio barbato, in atto di tenere aperto con
ambe le mani, un libro ov'è scritto: B|E]ATl'S
MATE[US] | APOSTO | LUS IH. Le due figure
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