L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 24.1921

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NOTE SULLA GALLERIA DI PERUGIA

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Siena, nell'ambiente artistico di Perugia, ma perchè
a Perugia il grandioso fìnestrone di S. Domenico
ci mostra, fra le altre figure, quella di S. Caterina
con la firma di Mariotto di N'ardo e la data 1 ^04.

Quale fu dunque la parte che il pittore ebbe nella
opera ammirata del vetriere perugino, il domeni-
cano Ira Bartolomeo di Pietro? Com'è noto una
[unga iscrizione ai piedi del fìnestrone rivela il
nome di questo artefice e aggiunge che egli con-
dusse a fine l'opera nel 1411. 11 Mariotti, valendosi
di una frase di Giov. Ant. Campano il quale af-
ferma nella vita di Pio 11 che il Papa, nel consa-
crare la chiesa l'anno 1459, avrebbe desiderato
che il fìnestrone si ornasse «textura texcllata », ar-
riva alla arbitraria conclusione che la vetrata

Fig. 14 — Anonimo spoletino (?): Madonna col Bimbo.
Spoleto, Istituto degli Orfani — (Fot. Minist. P. I.).

fosse allora composta « nei primi spartimenti »
coi vetri della finestra di una cappella dedicata a
S. Giacomo, al cui nome si sarebbe intitolato di con-
seguenza l'aitar maggiore.1 11 Bombe - seguendo

1 Lettere pittoriche perugine, Perugia, 1788, 91, A questa
conclusione accettata dal Siepi, Guida cit., 510, si oppone il
I'. Vincenzo Marchese, Memorie dei più. insigni pittori,
scultori ed architetti domenicani, Firenze, 1854, I, 359 ssq.

2 Op. cit., 64-66 e 294.

il Manzoni,1 suppone anteriore al 1459 le quattro
storie di S. Giacomo sotto le quali si legge la
iscrizione, storie che risentirebbero dello stile

Fig. 15 — Mariotto di N'ardo:
Madonna col Bambino. Perugia, Galleria.

di Taddeo di Bartolo; e crede ancora più antica la
figura di S. Caterina col nome di Mariotto di Nardo,
mentre, a causa dei restauri, non è certo se a questo
possano appartenere, per disegno, le altre sante
della stessa fila.

*cvanti di discutere le opinioni dei suddetti
scrittori, è opportuno descrivere il fìnestrone del
quale tutti si occuparono sommariamente. Esso
ci appare come una enorme bifora suddivisa in sei
parti, ciascuna delle quali si fraziona in due
monofore trilobe e sovrapposte alle quali sovra-
stano archetti tribolati e tondi frastagliatissimi.
Nella parte inferiore si vede lo stemma della
famiglia Graziani committente dell'opera (monte
di sei sassi, fra due alberi in campo d'oro) ripetuto
due volte negli scomparti estremi; e le quattro
storie di S. Giacomo. Sopra di essa si svolgono entro

1 !.. Manzoni, in Repertorium fur Kuwitwisscnschaft, 26
(1903), 120 ssq.
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