L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 24.1921

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VITTORIO MOSCHINI

di gigli leggiadramente accolti negli ovali deli-
neati con molteplicità di cornici e tenni incavi
nel secondo ordine centrale, di tumidi rami in-
trecciati nell'alto dell'incorniciamento della porta
nel centro, di faci agitate con squassati pennacchi
a coronare i corpi laterali dell'insieme, di angeli

Fig. i — Roma. SS. Luca e Martina : facciata.

stesi sul sommo del frontispizio centrale a fiancheg-
giare il contorto stemma inserito nel suo fiangi-
mento. Pure questo è significativo.1

Anche l'esterno della cupola appare felice. Un
senso di solidità spira nell'insieme: nessuno slan-
cio verticale, bensì gravezza di massa in cui s'im-
posta il gioco dei piani con aggetti nettamente
protesi. Il senso di peso è diminuito dal tumido
gonfiarsi delle volute formanti la lanterna, dalle
sinuosità della fascia che collega al tamburo la
cupola e ne prepaia !a rotondità.

Ma il più bell'effetto di questa architettura è
quello che presenta l'interno della chiesa superiore
(fig. 2). L'insieme è dominato dalla va> ta concavità
della cupola ingrandita dal biancore degli stucchi,
foggiati in festoni di fronde che la scompartiscono,
in grandi rose che si sollevano con effetto pitto-
resco dagli spazi incavati ad accoglierle. E la con-
cavità della cupola riecheggia in quella dei quat-
tro catini absidali, le sue curve si ripetono e si

1 Anche ora la facciata è incompiuta. Vedi a questo
proposito il disegno di Ciro Ferri agli l/ffizi (dis. ardi.
3664).

completano nelle curve delle volte, nelle fasce
molteplicemente delineate delie bianche cornici.
Collegato in un nesso di armoniosità incompara-
bile dallo schema compositivo della croce greca
sormontata dalla'cupola, si esprime con vivacità
e freschezza questo poema plastico, questo eurit-
mico accordo di spazi. Aggetti di snelle colonne
ioniche, di pilastri in fascio, di archi che s'incur-
vano nelle volte, incavi di nicchie e di finestre,
producono un mosso insieme.

Non è qui il caso di esaminare certi particolari
decorativi, come i bellissimi pennacchi in stucco,
certi singoli motivi magari non del tutto felici,
come le un po' affastellate decorazioni dei catini
absidah 1 pur non con « bestiali affardellamenti 1
come voleva il Milizia; ripensiamo l'insieme nella
sua unità compositiva.

La continua ricerca di mossa plasticità, che dà
luogo a quel dolce alternarsi cadenzato di luci e
d'ombre, la vediamo svolta e immedesimata in
un insieme euritmico che ha qualcosa di rinasci-
mentale. Basti pensare alla pianta. Ora si potrebbe
opporre: la coca è ben diversa, l'architetto della
Rinascenza prendeva tale schema costruttivo
della croce greca sormontata da cupola, avente
in sè qualcosa di circolare e di perfetto, come una
logica misura a concretare quella visione di
compiuta e impassibile bellezza ideale classica 2
che dalla sua fantasia balzava quasi contenuta in
divino rapporto di numeri: i! Cortona invece —
si potrebbe opporre—prendeva tale pianta come

Fig. 2 — Roma. SS. Luca e Martina : interno.

un ingegnoso ed acuto espediente per raggiungere
un bell'effetto decorativo e scenografico sì che

1 Vedi a questo proposito due schizzi a matita di un
foglio degli Uffizi (dis. arci).

2 Si noti bene clic qui si usa l'aggettivo classico non in
senso cronologico, ma bensì critico e qualitativo. Così,
ad es., molte opere d'arte del mondo cosidetto classico
sono tuttaltro che classiche.
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