L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 4.1901

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BIBLIOGRAFIA ARTISTICA

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— Pag- 44-

E. Calzini. — Recensioni del primo volume della
Storia dell’arte italiana di A. Venturi, e del secondo
volume dell’ Oberitalienische Friihrenaissance Bauten
und Bildwerke der Lombardei di A. Gotthold Meyer
(favorevoli).

— A Pag. 50 e segg. la bibliografia.

Rassegna d'arte. Anno I, n. 5. Milano, mag-
gio 1901. Pag. 65.

Charles Loeser pubblica il ritratto di Francesco
Sforza, di Ambrogio de Predis, proprietà del signor
Beattie di Glasgow, e lo schizzo originale di esso con-
servato fra i disegni leonardeschi dell’Ambrosiana.
L’A., parlando di un altro disegno dell’Ambrosiana
e della grande ancona di Brera raffigurante Lodovico
il Moro, Beatrice d’ Este e i loro due figli, tutti in
ginocchio ai lati della Vergine in trono, torna ad af-
fermare come appunto Ambrogio de Predis sia il prin-
cipale autore del dipinto, che è invece assai più pros-
simo nella sua maniera alla scuola di Treviglio. A
proposito della Vergine delle Rocce della National
Gallery, l’A. attribuisce il disegno pubblicato dal
Morelli (e rappresentante l’imperatore Massimiliano,
Bianca Maria Sforza e il Bambin Gesù) ad Ambrogio,
e ritiene che esso contenga uno studio del pittore
per il celebre quadro di Londra ; ma dimentica come
sia stato dimostrato essere il disegno opera di un
medaglista mantovano, il Cavalli, che trasse il profilo
dell’ imperatore appunto dal ritratto di Ambrogio de
Predis.

— Pag. 67.

Luca Beltrami : Michelangelo e la facciata di
San Lorenzo in Firenze. — Fra i disegni della rac-
colta Bianconi nell’Archivio civico di Milano se ne
conserva uno, segnato col nome di Michelangelo, rap-
presentante uno schema di facciata di chiesa, corre-
dato da numerose indicazioni manoscritte. Trattasi
di un disegno per la facciata della basilica di San Lo-
renzo in Firenze. Il Beltrami ricorda la parte che il
grande artista ebbe nella questone della facciata di
San Lorenzo, e mette in relazione il disegno Bian-
coni, che si palesa senza dubbio autentico, con gli
altri studi di mano del maestro, che si conservano
nella galleria Buonarroti a Firenze. Con l’aiuto di
essi segue le fasi per le quali passò il concetto fon-
damentale di Michelangelo, e ne deduce che il dise-
gno Bianconi — corrispondente a uno degli schizzi
della galleria Buonarroti, che alla sua volta riflette le
indicazioni del contratto del 1518 e fu senza dubbio
quello scelto per l’esecuzione — « può riguardarsi
come lo schema tracciato per l’esecuzione del secondo
modello in legno, schema che lo stesso Michelangelo

corredò di indicazioni manoscritte, tendenti a preci-
sare alcune varianti da lui ravvisate necessarie».

Sono riprodotti nello studio del B. il disegno della
raccolta Bianconi e tre della galleria Buonarroti.

— Pag. 72.

Giulio Carotti riproduce e illustra la tavoletta del
Gozzoli — rappresentante un miracolo di San Dome-
nico — comprata da poco per la Pinacoteca di Brera,
siccome ebbe egli a riferire ai lettori del L'Arte in uno
dei suoi ultimi corrieri di Lombardia. L’A. suppone
con fondate ragioni che la tavoletta facesse parte
della predella di una pala d’ altare commessa al pit-
tore dalla Compagnia di San Marco in Firenze e con-
servata ora nella National Gallery.

Alla stessa predella appartiene probabilmente una
tavoletta del Gozzoli, con un miracolo di San Zenobi,
che trovasi nella collezione Kann a Parigi.

— Pag. 77.

C. De Fabriczy : Un ciclo di quadri del Tinto-
retto. — I quadri sono otto, si conservano nella Pi-
nacoteca di Monaco di Baviera e rappresentano bat-
taglie e cerimonie. Erano ritenuti di scuola veneta
del cinquecento : ora il dott. C. Voli ha potuto ac-
certare per mezzo di documenti conservati nell’archi-
vio di Mantova che gli otto quadri raffiguranti gesta
di casa Gonzaga sono di mano del Tintoretto e fu-
rono dipinti per commissione del duca di Mantova,
Guglielmo Gonzaga.

— Pag- 79-

S. A. rende conto della relazione del Bernabei su-
gli affreschi di Boscoreale.

—■ N. 6. Giugno 1901. Pag. 81.

Paul Errerà combatte a uno a uno gli argomenti
addotti specialmente dal Muntz a sostegno della sup-
posizione che Leonardo fondasse alla corte di Ludo-
vico il Moro un’accademia scientifica alla quale avrebbe
dato il suo nome. L’A. si sente sicuro di poter con-
cludere che nessuna accademia fu mai fondata da
Leonardo.

— Pag. 85.

D. Sant’Ambrogio riproduce e illustra una copia in
piccole dimensioni della Vergine delle Rocce, che si
conserva in una cappella della chiesa d’Affòri, presso
Milano. Tocca la questione che si dibatte intorno alle
due tavole della National Gallery e del Louvre, e ri-
levato il valore della copia di Affori, accenna ad altre
copie del dipinto celeberrimo : a quella dell’Ambro-
siana, a quella della Pinacoteca di Napoli, ecc.

L’A. poteva ricordarne anche altre, per esempio
quella esistente a Milano presso gli eredi di Tommaso
Grossi, opera di Marco d’Oggiono.
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