L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 20.1917

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MARY PITTALUGA

« Les expressions rie sont pas sensibles ».' E neppure ne le figure di Simon Vouet si
vede « aucunes expressions des passions de l'àme », poiché il pittore volle appagarsi « d'un
certain agraiment général, qui ne vouloit rien dire ».2 A l'opposto: « Les expressions [del
Le Brunì sont belleS dans tout ce qu'il a voulu représenter »;5 nò potrebbe essere altri-
menti, nota il de Pyles, per l'autore del trattato su le Passioni de l'anima, il quale rivela
tutta l'importanza dal Maestro attribuita a la chiarezza espressiva.

Roger de Pyles dà gran rilievo, coerentemente, al soggetto e, sebbene dica di apprez-
zare i quadri di genere, di paesaggio, ecc., le sue preferenze vanno tutte agli argomenti
storici ed allegorici, assimilando, anche per ciò, precetti academici. Ammette, così, che
il Le Brun abbia illustrato le allegorie con molta immaginazione, ma lo rimprovera
per non aver voluto trarre i simboli da fonti note (mitologia, antiche medaglie, ecc.)
inventandoli, piuttosto, del tutto, « sì che i suoi quadri sembrano degli enigmi, che lo
spettatore non può darsi pena di chiarire ».4 Effetti di tale pensiero, frequentissimi,
assumono un particolar significato nel giudizio del Veronese, per la maggior dignità del
Maestro: « Sia pur felice il genio di un pittore, sia pur ricca la sua vena, s'egli non ri-
flette seriamente sul soggetto che vuol trattare, se non scalda la sua immaginazione con
la lettura di buoni libri, non produrrà che de le cose comuni e cadrà, qualche volta, fin
nel banale: Paolo Veronese ne è prova evidente ».5

È chiaro che l'Amatore francese non sorpassa, sotto questo riguardo, la mentalità
dei suoi contemporanei, che non capiscono come un pittore cessi d'essere essenzialmente
tale, se si serva eh1 la pittura quale mezzo di diffusione per idee storiche, filosofiche,
morali — nè come a un pittore non spetti in alcun modo farsi rivelatore di verità, che non
siano d'essenza estetica. Uomo del suo secolo, il de Pyles esige un significato preciso,
che appaia ne le opere dipinte, come nei versi di un poema; senza coscienza del vincolo
che deriva a l'arte, quando si sacrifichi, per l'illustrazione del caso psicologico, la libertà
de la fantasia.

Può dirsi, dunque, che le dottrine artistiche depyliane s'accordino, in molti punti
essenziali, con quelle del Le Brun.

Eppure (e ciò il Fontaine ha veduto) le tendenze dei due Secentisti sono sostanzial-
mente opposte — che, se l'uno s'avvince al passato, chiudendosi ne le strettoie d'un dogma-
tismo angusto, l'altro esalta senza fine la natura e la vita, preparando l'arte del se-
colo XVIII.

Roger de Pyles à studiato molto, e su le opere d'arte, e sui libri d'arte; con questi ha
avvalorato il giudizio di quelle. Il Vasari, il Ridolfi, il Baglioni, il Malvasia, Cornelio de
Bie, Karlo van Mander/' e, forse, Jacob Bullart,7 gli hanno confermato un fatto, ch'egli,
da solo, con il confronto di dipinti d'ogni tempo e d'ogni scuola, aveva intuito: anche un
mediocre pittore, cioè, à qualche volta lavorato bene — anche un grande maestro ha
qualche volta lavorato mediocremente. Ben poche operi' d'arte, quindi, sono del tutto
disprezzabili, ben poche del tutto csaltabili. Ne la formazione di un tale convincimento,
clic induce a l'eclettismo, anzi, ch'è per se stesso eclettico, non si potrebbe non riconoscere
l'influsso, che, ne la coscienza depyliana, dovè esercitare il pensiero di un contemporaneo
storico de l'arte, il norimberghese Sandrart, dei cui caratteri critici gioverà dare un cenno.

L'Academia nobilissìmae artis -pictoriae* vasta storia, da le origini al Seicento avan-
zato, dei maestri italiani e stranieri, s'inizia con una dedica a la Serenissima Repubblica
veneta; ciò significa subito le preferenze de lo scrittore, il quale ha vissuto molti anni
a Venezia, e da lo studio dei maestri veneti ha conseguito qualche singoiar convinzione.

5 Abrégé, pag. 278.

6 Abrégé, prefaz., pag. 1.

? A. Fontaine, Les doctrines..., pag. 130.

8 Norimberga, 1683.

1 Abrégé,

2 Abvégé,

3 A brégé,

4 Abrégé,

pag. 3.4?'-
pag. 468.
pag. 518.
PaS- 5l7-
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