L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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OSSERVAZIONI SULL' « ACUTO » DI PAOLO UCCELLO

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maticità, e tanto meno di impressioni in Paolo Uc- la semplicità elementare dei contorni di Paolo —
cello; nelle sue Battaglie immobili o nel suo Diluvio, causa della fissità delle sue figure — prova ap-
pieno, si direbbe, d'ironia o di indifferenza?1 Come punto la sua completa libertà dall'influenza di
avvicinare Paolo Uccello ad Andrea del Castagno Donatello?1
- come spesso si è fatto — se non per farne bai- Dinanzi ai profili di semplicità architettonica

Fig. 2 - Monumento all'«Acuto», di Paolo Uccello in S. Maria del Fiore a Firenze.

zarc meglio l'inconciliabile diversità dei due tem-
peramenti opposti: Andrea nervoso, inquieto, sen-
suale, Paolo calmo, sereno, meditativo?

E questa inconciliabilità non è forse una riprova
della indipendenza di Paolo Uccello da Donatello
in quanto, mentre la linea energica e nervosa di
Andrea del Castagno tradisce in lui il donatellesco,

1 Basterebbe ricordare l'uomo galleggiante grottescamente
dentro la botte e l'altro burlone che sprizza l'acqua dalle gote
gonfie.

di Paolo Uccello si dovrà pur convenire che dai
pittori egizi in poi non si era più visto artisti che

1 Niente di più dimostrativo che il confronto tra il monu-
mento nWAcuto con l'altro al Tolentino: nel primo nessuna
ricerca di movimento, ogni parte è rigida, legnosa; nel secondo
tutto è energia contenuta di muscoli contratti, persino nel muso
del cavallo. Gli stessi finimenti, rigidi e aderenti nel cavallo
di Paolo Uccello, rimbalzano vivacemente in aria in quello di
Andrea del Castagno, che — oggi almeno — è assai superiore
all'altro. '.■■■<'■ V
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