L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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MARIA KRA SCENINNIK 0 VA

traccie dell'arte ellenistica di Siria. Nelle statue di quest'arte il panneggio che ricopre
il corpo ò essenzialmente greco, d'una bellezza più grande di quella della scultura della
India primitiva.

In seguito, gli imperatori bizantini e i loro governatori entrarono in relazioni im-
mediate con la Cina, implorandone il soccorso contro i Saraceni. In tal modo la Cina
potè mettersi a contatto con l'Occidente e verso il vii secolo modificarsi sotto l'influsso
dell'arte greca.

Ma quest'influenza non potè imprimere alle massicce statue di Budda una con-
cezione eli forma veramente greca. L'influenza dell'arte greca si fece sentire in parti-
colare nella maniera di muovere e lineare il panneggiamento, nell'apparirc inaspettato
delle pieghe ovoidali bizantineggianti, nella maggiore ricerca di eleganza e nel nervo-
sismo dell'esecuzione, unito al modellato squisito delle mani, alla sensibilizzazione della
superficie.

Tutti questi caratteri in parte possono essere notati anche nella statua del Museo
Kircheriano, il cui panneggiamento è ricco di motivi propri dell'arte occidentale.

Vi prendono quasi apparenza barocca le pieghe della parte superiore del panneggio
che ricade sulle spalle formando nell'orlo chiocciole con svolazzo bizzarro e libero. Quale
è l'origine di queste pieghe attorcigliate e tormentose?

La fine del vii e il principio dell'vin secolo è un periodo ricchissimo per l'arte
cinese che, rinvigorita dal contatto con l'Occidente, raggiunge in breve tempo il suo apogeo
e poi rapidamente volge al declivio.

In questo periodo di enorme, esuberante ricchezza della forma, mai prima raggiunta
dall'arte cinese, poteva ben aver luogo quel trapasso spontaneo dallo sviluppo armonico
della forma alla foga disperata di un linearismo fantastico.

La statua del Museo Kircheriano rispecchia il tipo del Budda determinatosi in
questo periodo e ne mantiene la grandezza d'aspetto. Come abbiamo notato, la figura è
in stile greco-buddistico, ricorda la gravità ed imponenza architettonica delle migliori
opere dell'India primitiva, la grandiosità di concezione nutrita dalla filosofia di Budda,
e nello stesso tempo risente del linearismo e della delicatezza proprie dell'arte greco-
ellenistica.

Maria Krasceninnikova.
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