L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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INTRODUZIONE A L'ARTE DI GIOTTO *

Sin dai primi anni del Trecento avvenne che la pittura cambiò mezzi, metodo,
scopo. La decorazione tipica era stata sino allora bizantina: velarii luminosi d'oro,
vetri musivi, metalli preziosi, ceramiche, marmi variopinti, il tutto sovrapposto a un
complicato congegno architettonico con una fantasia confusa, ricchissima, piena d'inat-
tese trovate, per esporre agli occhi estasiati ricchezza su ricchezza, luci radianti a tra-
verso luci. Se la figura umana timida spuntava da questo scrosciar di colore, essa si
allungava o si rimpiccioliva, si intirizziva o si contorceva a seconda della volontà so-
vrana delle volte o dei pilastri. Pittura, allora, era ancella ad Architettura, si sacrifi-
cava intera all'effetto architettonico.

Sin dai primi anni del Trecento i termini si capovolgono. Avviene persino che l'ar-
chitetto si contenti di preparare pareti liscie al pittore, perchè quelle pareti si trasfor-
mino in arte. Non più luci radiose, ma pochi colori, sobria ricchezza; più chiaroscuro, più
rilievo, più forma; si vede meno, e poiché tutto è limitato preciso solido si capisce di
più. Non più timida, cosciente della sua funzione centrale nel mondo, la figura umana
attrae tutta l'attenzione dell'artista, trova in se un'architettura nuova, costruisce essa
stessa la scena, e però non modifica la propria essenza per compiacere ad architetture
esteriori. Insomma Pittura da ancella è divenuta padrona.

L'autore di questo rivolgimento è Giotto; altri concorsero, ma l'autore è (dotto.

Anche i contemporanei sapevano questo. Se Dante si limita a indicarci la posizione
fiorentina di lui: « credette Cimabuc nella pittura — tener lo campo, ed ora ha Giotto
il grido — sì che la fama di colui è oscura »; Giovanni Boccaccio giunge a definirne
la posizione mondiale: « avendo egli quella arte ritornata in luce, che molti secoli sotto
gli error di alcuni, che più a dilettar gli occhi degl'ignoranti che a compiacere allo intel-
letto de' savi dipingendo, era stata sepulta, meritamente una delle luci della fiorentina
gloria dir si puote ».

Appunto, da dieci secoli i pittori non avevano più saputo affermarsi indipendenti
i liberi dall'architettura, e Giotto seppe; da dieci secoli la forma dell'uomo e delle cose
che l'attorniano non era stata determinata con tanta chiaroveggenza; e infine, da un
secolo l'Italia opponeva a fatica argini improvvisati all'invasione dell'architettura go-
tica francese, e Giotto, creato uno stile formativo di ogni manifestazione artistica, assunse
e diede all'Italia lo scettro dell'arte europea, che innanzi, causa l'architettura, aveva
appartenuto alla Francia.

* * *

Per la cappella privata d'un grandioso palazzo padovano, fatta costruire da Enrico
Scrovegni nel 1303, fu chiesta la decorazione a Giotto. Quando Giotto vi entrò, tutto
era da fare. Nella parete d'ingresso erano solo un vano di porta e una finestra; in quella
a destra una serie di finestre; in quella di fondo un grande arcone che dava sul coro.

1 Capitolo introduttivo a uno studio analitico delle opere di Giotto.
L'Arte. XXII, 7.
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