L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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GIACOMO VESCO

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tentava chi non comprendeva la sua arte: anche
Leonardo che, non intendendo la consonanza
dell'arte botticelliana, gli rimproverò d'aver fatto
« tristissimi paesi ». Il paesaggio prospettico, con-
cesso e voluto dall' arte leonardesca, in cui,
rotto l'equilibrio statico del chiaroscuro, le figure
già si muovevano come nelle valli le ombre della
sera, non trovava posto attorno alla plastica bot-
ticelliana, che il proprio movimento chiedeva alla
linea. « Quello non sarà universale — dice Leo-
nardo — che non ama egualmente tutte le cose
che si contengono nella pittura; come se uno non gli
piace i paesi, esso stima quelli esser cosa di breve
e semplice investigazione d.1 Non è questa l'uni-

1 Leonardo, Trattato, n. 57.

versalità che l'arte acconsente, l'universalità di
Masaccio lodata da Cristoforo Landino. È anzi
vero il contrario: un'opera d'arte non è mai eclet-
tica: «un eclettico — dice il Baudelaire — ignora
che il primo scopo di un artista è di sostituire
l'uomo alla natura e di protestare contro di essa ».r
Un paesaggio tristissimo in un quadro leonardesco
può essere il solo acconsentito ad un plastico
fiorentino. Poiché il processo artistico è processo
di scelta e di esclusione.

(Continua)

Giacomo Vesco.

T Baudelaire, Curiositi esthétiques, Par-g', 1889,
p. 165.
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