L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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Miniatori bolognesi del quattrocento

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cati. Il 3 aprile 1483 Domenico del fu Pietro Pa-
gliarolo vendè a ser Iacopo del fu Gio. Giacomo
del Mangano alcune case contigue sotto la parroc-
chia di s. Procolo, una delle quali confinava con
Antonio del fu Maghinardo da Lojano, pel prezzo
di 340 lire, ed altra casa per lire 200 di moneta
corrente.1

Domenico Pagliarolo ebbe per moglie Lucia di
maestro Giovanni Bandini, della quale abbiamo
notizia in un contratto di affittanza per cinque anni
che il miniatore e sua moglie fecero il 3 febbraio
1484 con ser Iacopo dal Mangano per una casa con
orto, situata sotto la parrocchiadi s. Procolo, pel
prezzo di lire 20 e soldi 10.

Il 17 luglio 1483 Domenico Pagliarolo ricevette
da Valentino del fu Ferrando da Maiorica scolaro
in diritto civile e canonico lire 54 per avergli dato
in affitto per quattro anni una casa sotto la par-
rocchia di s. Procolo, presso la via pubblica, detto
Domenico ed altri confini, pel prezzo di lire 18 al-
l'anno.

GIOVANNI DI BIAGIO.

Il Malaguzzi-Valeri 2 pubblicò un mandato del
1416 a favore di Giovanni di Biagio miniatore,
che ricevette il 28 settembre lire 5 e soldi 10, « prò
« eius labore mercedi facicndi litteras grossas pio
« adminiatura et figuris factis supra tabulis novis
« arbitrii et prohibitionis dominorum Antianorum
« et prò litteris grossis et adminiaturis fiendis
« super Iuramentis novis dominorum Antianorum»

Il 20 settembre 1417 lo stesso Giovanni del fu
Biagio aminiatar, emancipato dal padre, della
parrocchia di s. Salvatore, lece cessione a I.ippo
del fu Pietro maestro di legname di tutti i diritti
che aveva verso Dino pilipario e Taddeo suoi de-
bitori per due castellate di uva albana di vigna,
situata nella contrada detta Garavaglia, comprata
per lire 20.3

1 Ivi, rog. di Bartolomeo e Cesare Panzacchi, fil. 26,
n. 149 e 165; fil. 33, n. 120.

2 Op. cit., p. 285.

3 Arch. notarile di Bologna, rog. Filippo Cristiani,
prot. 7, fol. 52.

NICOLO DI MARESCOTTO.

Non si conosce alcuna miniatura di Nicolò di
Marescotto aminiator (non Nicolò Marescotti, come

10 disse il Malaguzzi-Valeri,1) della parrocchia di
s. Andrea degli Ansaldi, che il 10 marzo e il 20 set-
tembre 1432 vendeva a Giovanni del fu Francesco
Tassoni ferrarese, abitante a s. Venanzio, quattro
pezze di terra a Macaretolo per la somma totale di
lire 171 e di lire 112 e soldi io.2 Il 20 settembre
dello stesso anno lo stesso Nicolò anche a nome di
sua moglie demente Bitina del fu Cario da Ca-
stello, vendeva a Pietro d'Antonio Mazanzara
una pezza di terra a Macaretolo. di otto tornature
per lire 36 di bolognini.'

ANTONIO DEGLI ARIENTI.

Antonio di Giacomo degli Arienti,4 che il 21 di
marzo 1450 vendeva diverse pezze di terra, ed

11 i° marzo 1488 era presente ad un atto di assolu-
zione in tavore della Compagnia di s. Maria degli
Angioli può forse identificarsi con quell'Antonio
di Iacopo miniatore, della parrocchia di s. Marino,
che il 25 febbraio 1434 5 prese in affitto da Bar-
tolomeo del fu Giovanni de' Libri per sei anni una
casa sotto la parrocchia di s. Antolino di Porta
Nova. Il 10 maggio 1436 cotesta casa fu assegnata
per dote a Margherita figlia di Bartolomeo dei
Libri, e sposa di Antonio del fu Andrea Pietrobono
dalle Scodelle, che si obbligò di pagare ad Antonio
miniatore l'affitto fino a Pasqua e di dargli inoltre
una castellata d'uva.

Lodovico Frati.

'Op. cit., p. 286.

2 Arch. notarile, rog. di Frigerino Sanvenanzi.

3 Ivi.

4 Cfr. Malaguzzi-Valeri, op. cit., p. 286.

5 Arch. notarile di Bologna, rog. Pietro Bruni, fil. 5»
n. 10, e fil. 7, 11. 52.
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