L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

45. De Nicola (Giacomo). Studi sull'arte se-
nese: II. Di alcune sculture nel Duòmo di Siena
{Rass. d'Arte, sett.-ott. 1918).

Un bel crocefisso in legno di scuola senese ma sotto
l'influenza di Giovanni Pisano è nel Museo dell'opera
del Duomo.

Nel Duomo, sotto l'altare all'ingresso della Cappella
Piccolomini, una Pietà, gruppo in legno policromo, è,
secondo un documento (1421) già pubblicato dal Mila-
nesi, opera di Alberto di Betto di Assisi, che s'inspirò,
evidentemente, a qualche gruppo analogo d'arte tedesca,
forse norimberghese, ch'ebbe gran fortuna in Italia.

Nel museo dell'opera del Duomo, due angioli, opera
di Tino di Camaino, dimostrano di essere stati cariatidi
dell'ordine che fu soppresso nel monumento Petroni nel
Duomo. Anche i bassorilievi cogli evangelisti e S. Paolo,
incastrati in una parete della Cappella del Sacramento,
vanno riferiti ad altri documenti pubblicati dal Lusini,
relativi ad un pulpito cominciato da Giovanni da Imola,
ed eseguito per la maggior parte da Giovanni T'urini, il
quale tuttavia —■ come risulta dall'esame stilistico — do-
vette essere aiutato dal padre Turino di Sano. La distin-
zione tra il figlio, quercesco, e il padre, ghibertiano, è
acutamente condotta dal De Nicola, che pone così a
base della conoscenza dello stile di Giovanni le Tre Virtù,
il Ballista in legno del S. Giovanni e il S. Marco del pul-
pito in questione, e per Turino i due bassorilievi del fonte
battesimale, il Battista in legno di Montalcino e gli altri
bassorilievi del pulpito.

Ben più intonato allo spirito quercesco è Antonio
Federighi, del quale il De Nicola pubblica due putti nel
Museo dell'opera, probabilmente parte di un monumento
funerario.

46. De Nicola (Giacomo). Opere perdute del
Pollaiolo: Il Martirio di S. Sebastiano — L'appa-
rato di Benedetto Salutati per la giostra di Lorenzo
il Magnifico (Rass. d'arte, nov.-dic. 1918).

Un disegno della raccolta fatta compilare dal Ciac-
conio sui monumenti delle catacombe, ci ricorda una
terracotta con la rappresentazione del Martirio di San
Sebastiano, certamente opera del Pollajolo, e da ritro-
vare. Con quella terracotta più che con il .S. Sebastiano
di Londra hanno relazione il disegno d'arciere di mano
del maestro, a Berlino (Gab. Stampe), e l'altro nel Ga-
binetto delle stampe agli Uffizi, di qualche scolaro.
Dalla stessa dovette derivare anche la figura d'arciere
che Raffaello disegnò in quell'Assalto di Perugia che
si conserva in una copia di scuola fra i disegni del
Louvre.

Il De N. segue pubblicando in extenso i documenti
contenuti nei ms. del Borghini circa i lavori compiuti
dal Pollajolo per la giostra di Benedetto Salutati, nel-
l'anno 1469. Lavori purtroppo perduti.

47. De Nicola (G.). Studi sull'arte senese:
I. Priamo della Quercia. Appendice (Rassegna
d'arte, sett.-ott. 1918).

È un'appendice allo studio apparso nel n. 5-6 della
Rassegna dello stesso anno. Aggiunge all'elenco di Priamo
un S. Bernardino (n. 25) e una Madonna (n. 23) della
Galleria di Volterra, entrambi datati nel 1450.

48. Rubinstein (Stella). A relief of the Quattro-
cento by the master of the marble Madonnas (Art in
America, aprile 1919).

Un rilievo del maestro cosi denominato in mancanza
di preciso stato civile, trovasi nella Collezione di Enrico
Caruso a New York, e appartenne un tempo alla Colle-
zione Guidi.

È similissiino all'altro bassorilievo dello stesso mae-
stro al Bargello, ma è di dimensioni più modeste e forse
per questo più delicato e sensitivo di fattura.

49. Moretta (Paola). La Sala dello Zodiaco
nel Palazzo di Mantova (Rass. d'Arte, sett.-otto-
bre 1918).

Queste mediocri decorazioni, di scuola del Costa,
hanno tuttavia un certo interesse per le complicate rap-
presentazioni connesse con i miti zodiacali, e per la ri-
produzione esatta di monumenti romani e ravennati.

50. Ochenkowski (H.). The lady with the
ILrmine; a composition by Leonardo da Vinci
{Buri. Mag., maggio 1919).

Riprendendosi a un articolo poco noto dell'Anto-
niewicz (1900), cerca di dimostrare che la Dama con
VErmellino a Cracovia, è opera di Leonardo, finita dal
De Predis, e rappresentante Cecilia Gallerani, come del
resto anche la Belle Ferronière, che sarebbe però opera
del Boltraffio.

51. Wright (W.). Leonardo as an anatomist
(Buri. Mag., maggio 1919).

Storia dei manoscritti di Leonardo sull'anatomia,
e rilievi sui più importanti contributi portati da Leonardo
alle conoscenze anatomiche. Lucidissimo articolo.

52. Rackham (Bernard). Italian maiolica iti
Provincial Museums, I. Bath. (Buri. Mag., aprile
anno 19 ig).

Nel Museo Holburne a Bath è un bellissimo bacile
di maiolica, probabilmente di fabbrica senese verso il
1480, con la favola di Diana e Atteone contornata dalla
seguente deliziosa scritta « Pel aqua che migitasti adoso
contuomani fato socervio emorto manocani ». Le forme
paiono ricordarsi incisioni del Finiguerra.
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