L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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APPUNTI PER LA STORIA DELLA PITTURA IN PUGLIA

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rito della quale decorazione è attribuito a Maria di Enghien moglie di Raimondello e poi di
Ladislao di Durazzo re di Napoli; mentre l'ottagono di Giov. Antonio fu verosimilmente ele-
vato dopo la morte della pia donna (u maggio 1446).

La chiesa di Santa Caterina sorta per dare impulso al culto latino in opposizione a quello
greco, fu affrescata nella nave di mezzo con facile vena illustrativa, quasi in antitesi con le
scene ìconolatriche dei bizantini ; e in una prima visione d'insieme rassomiglia per la sua ric-
chezza ornamentale alla Basilica superiore di Assisi. Nelle quattro vele della prima campata,
è sinteticamente esposta l'Apocalisse e si vedono — sopra piedistalli gotici — le virtù cristiane
che conducono l'uomo a salvazione. Nel sottarco, fra la prima e la seconda volta, San Fran-
cesco a mezzo busto coi maggiori Frati dell'Ordine, costituisce il palpitante esempio della
pratica di quelle virtù. Seguono nella seconda volta i sette Sacramenti e la Chiesa allegori-

. . (Fot. Moscioni).

camente figurata fra San Pietro, San Paolo e un popolo di fedeli. Nella terza, le nove gerarchie
angeliche alludono alla gloria del Paradiso e i Dottori della Chiesa e gli Evangelisti in quella
ilei coro, rappresentano le fonti dalle quali il cristiano può apprendere la via della salvezza.

1 dipinti son collegati da un sistema di fede espresso con logica successione che torna,
ampiamente svolto, nelle pareti. L'Apocalisse narrata con diffusione di particolari sul primo
valico è la storia dell'uomo 1 la cui origine con la punizione dei progenitori, vediamo nel se-
condo dove sono le storie della Genesi sino alla Torre di Babele. Nelle pareti della terza
campata, è esposta la vita di Cristo che si sacrificò per redimere l'umanità; e nel coro la
leggenda di Santa Caterina con la quale se s'intende commemorare la patrona della chiesa è
additata ai fedeli un'esistenza vissuta in fervido spirito cristiano sino al martirio. Tale sistema
di fede fu suggerito, a scopo didattico, dai francescani; della qual cosa è facile convincersi
quando si pensi che l'Apocalisse si era già esposta nei dipinti cimabueschi della Basilica su-
periore d'Assisi, in quelli di Giotto in S. Croce di Firenze e in Santa Chiara di Napoli; e
che nella nostra chiesa, fin dall'origine uffiziata dai frati di San Francesco, troviamo soggetti
cari ai francescani come l'incontro fra il Santo e San Domenico, presso la porta maggiore e,
sparsi per la chiesa, il miracolo delle stimmate, i Santi dell'Ordine o da questo preferiti come
il Battista, Santa Caterina e l'arcangelo Michele.

1 Cfr. in Appendice la descrizione degli affreschi che la rappresentano.
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