L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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MARIO SALMI

con volte a botte, lunette e soffitti a lacunari, con l'edificio di fondo prettamente braman-
tesco, fa pensare a un emiliano non immemore di Melozzo in quei particolari; e più che le
forme del gruppo maggiore, ci riportano senz'altro alla scuola emiliana i due Santi segnati
con fermezza e durezza (fig. 19), tali da ricordarci ancora Ercole da Ferrara. Se si nota poi
la mancanza di rapporto nelle proporzioni fra la Vergine allungatissima e le altre figure,
viene per la Madonna naturale il richiamo alle cose di Domenico Panetti e sopra a tutto dei
Cotignola.

Un po' diverso è invero il nostro quadro per l'intensità dello sfumato e del chiaroscuro
che non troviamo in quei pittori ; ma c'è un artista affine agli Zaganelli che mostra una fon-

Fig. [8 — Antonio Pini (?) : Composizione sacra.
Noicottaro, Sig, Macario.

damentale educazione ferrarese, al quale potrebbe addirsi il dipinto: Antonio Pirri, autore di
una Visitazione firmata al Museo Poldi Pezzoli (fig. 20) dove gli viene pure attribuito un San
Sebastiano dai capelli ricci ed allucciolati come quelli del nostro Zaccaria. 1

Nella Visitazione le due cognate si prestano a un confronto con la Madonna per le snelle
proporzioni e si prestano i panneggi — sentiti nello stesso modo — un po' duri nelle pieghe
minute, angolose e guidate quasi sempre da nervature filiformi e serpeggianti. Si noti poi
l'uguale deficenza di rapporti fra le varie figure, il desiderio di attardarsi in minuziosi parti-
colari, come il prato fiorito nel quadro di Milano, le due rose sul pavimento in quello di
Noicattaro, la grossolanità pari nel disegnare le architetture.

L'attribuzione verrebbe poi rafforzata dall'unica notizia che ci rimane su Antonio Pirri;
il quale, in un documento napoletano del 15 11, è detto figlio di Manfredo bolognese e pro-

1 Riprodotto da A. Venturi, Storia dell'Arte, volume VII, parte III, p. 1018.
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