L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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APPUNTI PER LA STORIA DELLA PITTURA IN PUGLIA

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rivela fresche qualità decorative e la tecnica ormai personale del pittore uscito dalla scuola
del Solimena.

La composizione invero è accademica, non sentita ; il Santo freddo, retorico, mentre i per-
sonaggi all' intorno sono caratterizzati con rara bravura. Il primo a destra è il tipico ragaz-
zaccio napoletano ; tipico pure è un giovane dietro la dama e questa un parlante ritratto nella
sua impostatura altezzosa, nell'abbigliamento vivacissimo. Anche nell'impasto delle carni in-
fiammate di luci e talora arrossate, riconosciamo il pittore del ritratto di signora nella Gal-
leria nazionale di Roma e dei quadri di genere. Sappiamo che il Bonito lasciò i soggetti re-
ligiosi pei ritratti e i dipinti di genere nei quali diede sfogo al suo simpatico e personale
umorismo.

Nel quadro di Barletta egli ha scelta la sua via, ed il contrasto tra la faticosa scena reli-
giosa e la fresca caratterizzazione dei tipi tolti dalla vita reale esprime l'onesto temperamento
dell'artista e dà al dipinto valore di documento psicologico. 1

Ma col Bonito conviene fermarci ; che se volessimo studiare la pittura dell'Ottocento in
Puglia non basterebbero brevi pagine illustrative; in quel secolo difatti la regione sembra
destarsi dal lungo torpore e con alti ingegni valorosi partecipa allo svolgimento della pit-
tura italiana: penso sopra a tutti a De Nittis !

APPENDICE.

Gli affreschi apocalittici di Santa Caterina in Galatina.

La decorazione pittorica di Santa Caterina a Galatina, è, in massima parte, quella che
siamo abituati a trovare nell'arte italiana del Trecento, ad eccezione peraltro dell'Apocalisse,
esposta nella prima campata con diffusione di particolari che non trova riscontro altrove. De-
scrivo quindi — per l'interesse iconografico che presenta — quell'ampio commento figurato
dell'opera di San Giovanni, sul quale non potevo indugiarmi nel testo dell'articolo.

L'Apocalisse fu sinteticamente accennata nei suoi tratti più caratteristici, nelle quattro vele
della prima campata innanzi di essere esposta sulle pareti.

Nella prima vela, (fig. 2) il misterioso personaggio « che assomiglia al figlio dell'uomo », è in
piedi su di un basamento e spicca sul cielo stellato con l'austera figura. Ha capelli e barba
bianca, tiene in bocca una spada a duplice punta ed è vestito come un sacerdote, con ca-
mice, stola e piviale. Nella destra porta il libro della legge, nella sinistra la croce (Api, cap. I,
ver. 13-16).

Dietro di lui è un edificio a tre spioventi che rappresenta la Chiesa salvatrice e un an-
gelo a mezzo busto affacciato, come ad una finestra, da un'edicola cuspidata e munita di spor-
telli, suona una lunga tromba. Sta a significare la porta del cielo aperta, dalla quale l'angelo
con voce come di tromba (dice la Rivelazione) chiama l'Evangelista a contemplare i Giudici
ed i Seniori (VI, 1).

Agli angoli inferiori della vela e sopra due alti piedistalli fatti a guisa di calice, si vedono
due bianche figure femminili nimbate: a sinistra è la Fede che accenna alla croce astile che
tiene in mano; a destra è la Speranza a mani giunte.

Nella vela successiva, vediamo rappresentato il cielo con un anello azzurro percorso da
una fascia mediana, dove sono indicati tre segni zodiacali (scorpione, pesci e leone), il disco
lunare cerchiato di rosso e di nero e quello solare in parte falcato di rosso.

1 Sul Bonito cfr. G. CeciJu Thieme Becker, Allg.
Lex., IV, p. 302; Hermanin, in Bollettino d'Arte,
a. IV (1910), pp. 233-235; Frizzoni, art. cit. ; De
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