L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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MARIO SA LUI

Oltrepassato il muro di facciata, la leggenda prosegue nella parete di sinistra, dove il sesto
angelo suona una lunga tromba da cui pende un pennone bianco crociato di rosso (IX, 13)
e si vedono i quattro angeli sull'Eufrate e le lotte degl'idolatri (IX, 14 e ssq.).

Torna quindi ad apparire il Santo inginocchiato che riceve da un angelo un libro e lo
ingerisce. E la sentenza divina, l'ultima che l'angelo teneva e Giovanni doveva nutrirsene per
annunziarne l'effetto. A tergo è il tondo iridato del cielo (X, I e ssq.).

Si vede poi il Santo che si avvia al tempio secondo l'ingiunzione angelica, terreo in
volto e appoggiandosi al bastone. Nel fondo apparisce la chiesa col suo tetto rosso vivo e in
alto due monaci barbati, bianco vestiti e coperti del cappuccio (XI). Uno di essi è poi ucciso
da alcuni guerrieri e un. altro è fatto prigioniero, allusione, secondo alcuni commentatori, alle
persecuzioni di Diocleziano.

Passando alla parete destra, i pittori omisero la nuova visione paradisiaca che ha Gio-
vanni dopo che il settimo angelo ebbe suonato la tromba; enarrano invece il contenuto del
cap. XII che già vedemmo nella volta. La Madonna giallovestita e incinta è dentro una man-
dorla iridata e raggiata. Essa guarda a sinistra verso il dragone con le sette teste, adorno di
corona a dieci denti, cangiante, come nelle vele, e con lunga coda che compie un'ampia vo-
luta decorativa.

La scena simboleggia la Chiesa combattuta dagli eretici. La Vergine con una mano ac-
cenna a proteggere il frutto del suo ventre e alza la destra come per allontanare la bestia
immonda (XII, 1-5).

Accanto, ritorna Maria (senz'ali) col Bimbo fasciato nella sinistra, sollevata fra le nubi
sopra un paesaggio boscoso, mentre l'Arcangelo s'appresta a soccorrerla (XII, 6-7). Appresso
(nello sguancio della finestra) il diavolo si erge contro l'Arcangelo, non più coronato nella
testa maggiore e tutto arrossato per la lotta (XII, 9).

Nell'altro sguancio, la bestia apocalittica esce dal mare azzurro e s'avvia verso la terra.
Ma sette teste leonine con diademi puntuti, decorativamente disposte, manto di leopardo e
zampe di orso, come dice l'Apocalisse (XIII, 1-3), ma una delle teste ferita, è a metà stac-
cata dal collo. Quindi un gruppo di persone in tonaca da frate stanno genuflesse ad adorare
il drago alato nel fondo e la bestia ormai risanata, e ad ammirare la potenza dei due mostri

(XIII, 4)-

Nella1 parete di facciata si svolge un paesaggio montano, folto di boschi ; nel mezzo di
un simulacro sotto forma di vasca verde sorretta da una colonna, è la bestia, intorno alla
quale si inginocchiano gli adoranti cresciuti di numero e variamente vestiti.

In continuità narrativa, sopra un verde rialzo di terreno — il Monte di Sion — si vede
l'agnello nimbato con le corna (XIII, 1 1) significanti la forza, e adorato da un largo gruppo di
figure femminili, cioè le anime innocenti. In alto assistono alla scena (XIV, 1-4) angeli musicanti
in tuniche rosse e bianche, mentre San Giovanni seduto la osserva, apprestandosi a descriverla.

Poi un angelo giallo vestito a mezzo busto tiene l'Evangelo eterno, come nella volta; un
altro in veste scarlatta e manto grigio, indica la città di Babilonia protesa su d'una roccia. Un
terzo angelo, rosseggiante nella tunica, tenendo un calice con l'ira di Dio, accenna alla be-
stia (XIV, 69). A destra stanno ancora figure di spettatori coi bizzarri costumi del tempo.

Il Santo appare nuovamente seduto e un angelo giallo vestito gli comanda di scrivere
(XIV, 13) mentre Cristo in tunica bianca, assiso su di una candida nube appare come terribile
vendicatore portando una falce. Presso questa figura sono alcuni angeli e v'era una scena ora
del tutto scomparsa che rappresentava forse i messi della divina vendetta coi loro strumenti
di sterminio (XIV, 15-19).

E la vendetta comincia nella prossima parete di sinistra. I cavalli appariscono immersi
sino ai ginocchi in laghi di sangue (XIV, 20) pel gran numero degli uccisi; quindi sotto la
terra rossa, il mare divenuto vitreo, grigio uniforme; sopra sei vecchi, i martiri gloriosi di
Dio, cinti di corona e barbati, uno dei quali più conservato degli altri tiene una mandola
(XV, 1-4).
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