L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 22.1919

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DOCUMENTI RELATIVI A RAFFAELLO

2.1

III.

Lettera di Stazio Gadio, agente in Roma del
marchese Gonzaga, u gennaio 1513 (Ardi, sudd.)'

" Iteri | Federico] per farsi retrare da M.ró Ra-
phael da Urbino pictor di N. S. si armò con saglio
di V. Ex. col capello in testa et penacchio dentro
sopra lino scuffiotto d'oro et a questa fogia lo
pinse di carbone per farlo poi. Così armato, montò
a cavallo et fece andar uno pezo li cavalli sotto
la via di Belvedere ».

IV.

Lettera di Gio. Francesco Grossi, detto il Cros-
sino, maestro di Federico Gonzaga, al marchese
di Mantova, 15 febbraio 1513 (Arch. sudd.):

« Dil retracto dil S. Federico tengo solicitato
m. RafaeHo di continovo; me dice chel gie lavora
dricto et che non me dubita chel desidera assav
di fare ditto rectrato a V. S. e servirla bene ».

V.

I .ci ( era di Gio. Francesco Grossi, detto il Grossi tu >
sudd. al marchese rii Mantova, io febbraio 1513
(Arch. sudd.):

« M. Rafaelló da Urbino mé ha restituito il
saion et altre robe dil S. federico per ritrailo che
avea: dice che la S. Y. li perdona per adesso: non
saria posibile chel gie avesse il cervello a retrarlo ».

VI.

Lettera d'Agostino Gonzaga a Isabella marchesa
di Mantova, Roma, 7 giugno 1.5051 (Arch. sudd.):

«...Io parlai Cura Raphael da Urbino circha il
quadretto che vorià la Ex.tia Vostra di man sua,
così lo disposi ad volerlo fare et farallo, che an-
cora che esso habbia da fare assai, pur per essere
esso tanto servitore di V. Ex.tia quanto e] possi
essere, si è risciolto di volerlo fare per ogni modo.
Piacevalli adunque mandar il disegno et driciarlo
a me che io lo faro fare et presto che scio sera sa-
tisfatta, secondo il desiderio suo... ».

VII.

Altra lettera di Baldassare Castiglione2 (non
Agostino Gonzaga) a Isabella d'Este, Urbino, 8 no-
vembre (non ottobri1) 1515 (Ardi, sudd.):

« 111.ma et Ex.ma mia S.ra,
« Quando io mi partì de Mantua Comendome
V. E. ch'io procurasse che Raphaello gli facesse

1 Da X***: La Petite Sainte Famille ite Raphael Ma-
donna Piccola de la Marquise Isabelle d'Este de Gonzague.
CóUection de Mantoue. Le Dessi» — Le Tableau. Paris, 1892.

2 Onesta lettera è di B. Castiglione. (Cfr. I.uzio, l<. Gon-

na quadro de pittura. Così giunto ad Urbino,
subito gli scrissi et esso mi rispose affirmando
volerlo fare. Occorrendomi di poi andare a "Roma,
sollicitai con molto macior instantia, di sorte che
me promisse lassar indricto tutte l'altre opere
cominciate e' da cominciare, per satisfare a V. S.
111.ma. flora, per confinila!ione di questo, pur mi
scrive che io li mandi la mesura del quadro et il
lume, perchè presto pensa dargli principio. Così,
se quella se dignera farmi intendere e l'uno e
l'altro, io solliciterò il resto; e se conoscerò in
altra cosa poterla servire, non aspetterò d'esser
commandato ».

Vili.

Dal carteggio di Bertrando Costabili vescovo
d'Achia e oratore del Duca di Ferrara alla Corte
di Roma (Archivio di Stato in Modena).

Da lettera del 21 marzo 1517:

« ('uni Raphael da Urbino non ho potuto per
anchora parlare ».

IX.

Lettera dello stesso in data 28 marzo 1517, ri-
prodotta 'lai CampOri. Non si riporta qui, ma al
XX, con la data esatta del 28 marzo 1518.

X.

Lettera dello stesso del 30 marzo 1517:

« 111.1110 Principi et Ex.mo D.no: D.no Alfonso
Estensi Duci Ferrariae etc. Uno observan.mo.

k Ill.mo et Ex.mo S. mio observan.mo: 'Raphael
da, Urbino attende ad expedirse de questo lavoro
de N. S., et caciarasse poi intorno a quello de V.
Cel.ne la qualle lo ha volgia servire, et dice di fare
la melgiore cossa el facesse mai: Circha le Medalgie,
Teste et Figure el me ha dicto proprio corno scrive
la Ex." V.. et che lo lassi fare a lui chel lenirà pra-
tiche et spilgie acio la sia servita: Poi ne ha facto
dire che altre volte la Ex.a V. desidero havere el
lecto de Policrate have uno è a Fiorenza, et lo
dixe a lui et chel non se può havere. Ma qui ne
è uno che li pare più bela cossa, ben che non sia
el lecto de Policrate et che ha tre 011 quatro figure
de sculptura longe uno palmo et megi la una, el-
se la Ex.a V. vole chel facia opera la lo habij, lo
scriva chel farà quanto la scriverà: Cussi expec-
taro intendere quello vora la Ex." V. se facia: De
continuo me racomando a la sua gratia: Romae
XXX Martii M. D. XVII.

« post scripta, retronando da mesa epso Rapii,
me ha dicto chel non se poteria trovare cossa an-

zaga ostaggio alla Corte di Giulio II, Doc. V). Il carattere è
certo del Castiglione; la firma fu strappata,
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