L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 9.1906

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QUADRI SCONOSCIUTI NEL MUSEO CRISTIANO VATICANO

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Armadio K, n. II. Un Papa, circondato da molta gente, inginocchiato davanti a Castel
Sant’Angelo, dove un gran San Michele sta sul tetto. A destra, si vede la facciata del-
l’antica basilica di San Pietro. Quadro ricco di colori, svariati, con linee taglienti di giallo-
zolfo e di toni rossi. Il maestro è un pittore senese circa 1400, che ha subito l’influenza di
Spinello Aretino; due dei suoi piccoli quadri si trovano nell’Accademia di Siena (n. 117-118,
maniera di Spinello Aretino).

Armadio K, n. V. L’Ascensione di Maria. La Madonna mezzo giacente, è sollevata dal
sepolcro da Cristo che si abbassa verso di lei. Gli apostoli guardano tutti meravigliati
nel sepolcro. La composizione è la stessa di quella dell’affresco di Taddeo di Bartolo
nella cappella del Palazzo Pubblico a Siena, e non vi è alcun dubbio che questo piccolo
quadro non sia dipinto da lui. Apparteneva probabilmente alla stessa predella della rappresen-
tazione del funerale della Vergine nel museo Kestner
ad Hannover. (V. Rassegna d'Arte, giugno, 1906).

Armadio L, n. III. La Madonna, seduta in basso,
coperta d’un manto largo e ricco di pieghe. E circon-
data da quattro sante, tra le quali Santa Dorotea, Santa
Caterina, Sant’Agata. Avanti della Madonna due an-
gioli in ginocchio che portano vasi di fiori. Pittura
assai decorativa di Niccolò di Pietro Gerini o almeno
della.sua bottega. (Cfr. J, n. VII).

Armadio L, n. IV-V. Sant’Antonio tormentato
dai diavoli, e Sant’Antonio presso un eremita nel
deserto. Due piccoli quadri, mal conservati, forse di
un maestro pisano dei primi anni del 1400, sotto l’in-
fluenza senese. (Cfr. Q, n. II).

Armadio M, n. I. Maria a mezza figura, in piedi
dietro ad una balaustra. Abbassa la mano destra e
la segue collo sguardo; nella sinistra tiene un libro.

E la stessa fig-ura che ravvisiamo nel Museo del-
l’Opera a Firenze sul noto quadro (n. 89, Taddeo
Gaddi) porge la mano a due fondatori ed è circondata
da due santi. Probabilmente anche la figura del
Museo Cristiano aveva una simile relazione, altrimenti
sarebbe difficile spiegare l’atteggiamento della testa
" e delle mani. Questa tavola è tagliata da tutti i lati.

Dire che essa sia una copia parziale del quadro esi-
stente nel Museo dell’ Opera, mi sembra impossibile,
perchè la sua qualità ed esecuzione non sono di un
valore inferiore. La Madonna del Museo Cristiano ha tutte le qualità di un vero, benché
restaurato lavoro di Bernardo Daddi, mentre quella del Museo dell’Opera è lavoro meno fine,
una ripetizione di bottega. L’anno 1334 che si trova segnato sul quadro di Firenze per-
mette di stabilire che il quadro del Museo Cristiano sia stato dipinto prima di quest’anno.

Armadio M, n. II-III. La presentazione del Bambino nel Tempio. Lo sposalizio di
San Francesco con la Povertà. Due quadri stretti ed alti di un maestro umbro molto vicino
ad Ottaviano Nelli.

Armadio M, n. IV-VI. Tre predelle con fatti presi dalla vita di Sant’Antonio abate.
Sant’Antonio nel deserto con l’eremita Paolo ; il santo viene flagellato dai diavoli. Sant’An-
tonio seppellisce San Paolo nella fossa scavata dal leone. Sant’Antonio sul letto di morte
e la sua sepoltura. Questi lavori ben ideati, ma superficialmente eseguiti da Giovanni del
Ponte, fino adesso restarono sconosciuti, non ostante fosse già stato pubblicato l’annunzia-
zione di questo maestro pure nello stesso Museo. Forse appartenevano ad una stessa predella

Fig. 8.

Scuola di Bernardo Daddi : Madonna
Roma, Museo Cristiano Vaticano
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