L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 14.1911

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G. ZIPPEL

H

avesse appena incominciata l’opera grandiosa e suntuosa, da sostituire al vetusto portico
medievale, della cui esistenza è ricordo anche nei capitoli del contratto, da noi riprodotto in
queste note, per il rinnovamento del tetto. Infatti, è solo dal principio del 1467, che le ri-
cordanze di messer Baldassarre da Biandrate parlano di maestri muratori e scalpellini occu-
pati a « lavorare per il portigaio dinanti a sancto Marco », a far opera « in tivertine zinale
sarà la Benedicione avanti sancto Marco », a fare « soglie per la benedicione »; 1 mentre i
documenti pubblicati da Eugenio Muntz ci assicurano, che al tempo in cui Paolo II acco-
glieva pomposamente nella basilica rinnovata il signore di Rimini, la « Benedizione » era
ancor lontana dal suo compimento. Nei conti della Camera apostolica è ricordo, sotto la data
del febbraio 1470, di lavori in travertino, «fatti e da fare per il portico, ossia Benedizione,
« dinanzi alla porta maggiore di San Marco ».2

Gli archi della Loggia robusta ed elegantissima, si presentano, fin dal secolo decimot-
tavo, barbaramente ostruiti; e attendono da lunghi anni che si esaudisca il voto degli studiosi
e degli amatori dell’Arte per la restituzione di questa insigne opera di architettura alla sua
primitiva bellezza.

G. Zippel.

1 Copie di mandati, cit., pagg. 14, 15 (marzo-lu-

glio 1467).

2 Les arts, cit., II, pag. 78.
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