L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 14.1911

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UN’OPERA IGNOTA DI VITALE DA BOLOGNA

DI Vitale da Bologna, detto anche Vitale delle Madonne, che per molto tempo fu consi-
derato il più antico dei pittori bolognesi del trecento e quasi il padre di tutti gli altri,
si conoscono varie tavole dipinte, conservate nella Pinacoteca di Bologna ; ma non sapevasi
finora che in sua gioventù si fosse esercitato anche nella scoltura in legno, come è pro-
vato da un documento che trovai presso l’Archivio di Stato di Bologna. È un contratto
stipulato il 14 agosto 1343 fra Maestro Vitale pittore figlio di Aimo de’Cavalli, della par-
rocchia di Santa Maria Maggiore, e Guido di Filippo da Baiso vescovo di Ferrara, per
quattro statue in legno da collocarsi entro quattro tabernacoli, o nicchie, di legno, dipinte
e dorate. Le statue dovevano essere imbiancate in modo da imitare il marmo ; e rappresen-
tavano l’Annunciazione di Maria Vergine, San Giorgio ed un vescovo.

A quale chiesa di Ferrara fossero destinate queste statue non è detto nel documento;
ma parmi non vi possa esser dubbio che fosse la Cattedrale ; poiché il contratto fu stipu-
lato dal Vescovo, a nome anche del Capitolo, del Massaro della Fabbrica e del Sindaco dei
poveri di Ferrara. Inoltre sappiamo che nella Cattedrale di Ferrara v’erano anticamente
alcuni altari addossati alle colonne, o pile, che nel 1590 furono levati, e fra questi eravene
uno «che portava l’immagine dell’Annunciata, posto alla terza colonna della nave mediana
dalla parte destra per chi entrava dalla porta maggiore ».'

Ora, poiché questi quattro tabernacoli di legno dovevano essere collocati ad columpnam
Beatae Virginis Mariae, sembrami molto probabile che fossero destinati ad adornare l’al-
tare suddetto.

Il documento del 1343 è pure notevole per determinare approssimativamente l’annodi
nascita di Vitale de’ Cavalli, che in detto anno era già legittimamente emancipato dal padre.
Sapendosi che l’emancipazione avveniva ordinariamente fra i 18 e i 20 anni, si può fissare
la nascita del nostro pittore intorno al 1320, e quindi abbiamo una prova di più dell’alte-
razione della data 1320 scritta sotto la tavola n. 203 della Pinacoteca di Bologna, rappre-
sentante la Vergine col figlio in trono, fra due angeli e un devoto inginocchiato.

Guido da Baiso, che commise a Vitale le quattro statue in legno per la Cattedrale di
Ferrara, fu vicario nell’Arcidiaconato di Bologna di un altro Guido da Baiso suo zio, morto
nel 1313 ad Avignone. Nel 1312 Guido fu assunto al Vescovato di Reggio, nel 1329 passò
a quello di Rimini, e il 29 febbraio 1332 fu eletto vescovo di Ferrara. Egli abitò pure tal-
volta in Bologna, ove i vescovi di Ferrara avevano propria abitazione in via San Dome-
nico e altrove,1 2 e con ciò si spiega perchè questo contratto fosse stipulato a Bologna, in
domo d. Episcopi. Mori il 21 aprile 1349, secondo il Tiraboschi a Bologna, secondo il Chro-
nicon Estense in Ferrara, e fu sepolto nella Cattedrale.

1 V. Cittadella, L. N., Notizie amministrative, 2 V. A. Frizzi, Memorie per la storia di Ferrara,
storiche, artistiche relative a Ferrara. (Ferrara, 1S6S, (Voi. Ili, pag. 256).

voi. I, pag. 45).
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