L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 14.1911

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ADOLFO VENTURI

mi sono già provato di dimostrarne l’appartenenza a Neroccio di Landò e a Francesco
di Giorgio Martini.1 I due Senesi iniziarono il ciclo delle storie di San Bernardino, e
Francesco di Giorgio Martini, invece di ritrarre edifici in lontananza, pose nel fondo
modelli architettonici, finemente disegnati e colorati, e studi di costruzioni di rara eleganza.
La cartella dell’architetto servì per determinare il teatro, dove si svolsero le storie del
Santo, nei tanti quadretti limitati da serie di fermagli gemmati uniti da perle, come da

Fig. 2 — Perugia, Pinacoteca Civica
Neroccio di Landò e Francesco di Giorgio Martini
Storia di S. Bernardino.

regale collana; ma le figure che popolano i quadretti non sono tutte di Neroccio. Gli appar-
tengono quelle della « Natività di San Bernardino » e l’altra della « Guarigione della steri-
lità d’una donna». Nei due quadretti e negli altri Francesco di Giorgio -Martini segnò le
architetture. Poco prima di separarsi da Neroccio suo compagno, il famoso architetto lasciò
così un rarissimo esempio delle proprie tendenze che lo animavano anche nello studio di pit-
tore. Altri quattro miracoli di San Bernardino (figg. 4-7) sono eseguiti con figure che ricor-
dano particolarmente ne’ tipi Pietro Perugino. Un bimbo che corre inseguito da un cane

A. Venturi. Storia della Pittura italiana. Volume VII, parte I, Milano 1910.
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