L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 14.1911

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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO.

Opere bibliografiche e didattiche.

1. Lenoir (Alfred) Anthologie d'Art: Sculpture,
Peinture (Libraire Armancl Colin, Paris).

L autore ha pensato di raccogliere una serie di riprodu-
zioni di opere d arte che dai tempi egiziani arrivano ai no-
stri tempi. Si tratta di una raccolta di duecentoventiquattro
tavole, troppo poche per un’antologia così vasta. E la scelta
stessa doveva limitarsi, dato il numero esiguo delle riprodu-
zioni, alla sola opera dei geni universali, a quella che ri-
mane eterna.

Invece la scelta è stata fatta senza il diapason dell’altis-
sima importanza delle opere d’arte tanto che si vede persino
riprodotto il Cristo della Galleria di Brera come saggio di
Leonardo da Vinci.

2. Moschetti (Andrea) Antonio Marietti e i suoi
scritti intorno a Filippo Brunelles. (Estratto della Mi-
sceli. di studi in onore di Attilio Hortis, Trieste, 1910).

Il M. risolleva la tanto disputata questione sulla paternità
della Novella ael Grasso legnaiuolo, della Vita di Filippo di
ser Brunellesco e degli Uomini singolari in Firenze dal
MCCCC innanzi, e basandosi sopratutto sull’esame stilistico
dei tre testi arriva a buona e convincente conclusione asse-
segnando tutte e tre le operette ad Antonio Manetti.

Iconografia.

3. Berto lini (G. Lod.) La cosmografia teologica
del Camposanto di Pisa. (Nuova Antologia, 16 giu-
gno 1910).

Giustifica, con buona erudizione, contro l’opinione del
Vasari, che le credeva un riempitivo, e illustra il significato
delle due figure di Sant’Agostino e di San Tommaso dipinte
nei lembi inferiori del riquadro dove è rappresentato il Padre
eterno che regge la macchina dell’Universo e delinea abil-
mente il concetto informativo e il suo valore nell’epoca di
questa rappresentazione cosmografica.

4. Cervellini (Giambattista) Un concerto cin-
quecentesco. (Estratto da Madonna Verona, ottobre-di-
cembre 1910).

Il C. prende argomento a parlare delle tipiche figurazioni
dei concerti cinquecenteschi da un quadro del genere che si
conserva nel Museo di Verona, il quale vien posto a con-
fronto con altre scene assai simili che si conservano a Como

ed a Basilea. Dimostrata insostenibile l’ipotesi che qui si
tratti di una scena di amore di Enrico III re d’Inghilterra
con Anna Bolena, come erasi generalmente creduto, il C.
conchiude che questo gruppo di quadri rappresentano scene
di concerti musicali, soggetto che ebbe diffusione e fama in
tutto il Cinquecento. Quanto all’autore del dipinto veronese,
fra tutte le numerose attribuzioni emesse in questi ultimi
tempi, il C. propende a ritenere il Concerto di Verona di
Ambrogio Benson, collocando questo lavoro fra le ultime
opere del maestro.

5. Storck (F. Willy) Die legende von den drei
Lebenden und von den drei Toten (Tiibingen, Druck
von H. Laupp, 1910, in-8°, pag. 60).

Questa tesi di laurea riferisce gli studi su la Leggenda
prima nella letteratura francese, poi nella tedesca e da ul-
timo nell’italiana ‘ in una seconda parte dà l’elenco di rap-
presentazioni figurate nell’arte francese, nella tedesca e nel-
l’italiana della leggenda stessa, non dimenticando pitture,
disegni, miniature, incisioni.

Dopo ciò l’A. indica le rappresentazioni figurate della
Leggenda nell’arte inglese, nella danese, e nella neer-
landese.

Gli elenchi sono fatti accuratamente.

Storia delVarte in generale

6. La storia delVarte napoletana di Onofrio Gian-
none. Brani inediti pubblicati da Giuseppe Cpci. —
Napoli, R. Ricciardi editore, MCMIX. (Estratto dal-
VArchivio storico napoletano, XXXIII, fase. IV).

Tra i manoscritti raccolti dal principe Gaetano Filangeri
nel Museo civico di Palazzo Como, nella vetrina n. 38, ve
n’ ha uno del pittore napoletano Onofrio Giannone, nato
nel 1698 e ancor vivente nel 1773* E una critica delle Vite
di pittori e scultori napoletani di Bernardo de Dominici, piene
di storielle e di falsificazioni e che pure ebbero tanta im-
meritata parte, con due edizioni, la prima del i742i ’n guide)
biografie, storie generali e particolari delle cose d arte del-
l’Italia meridionale, mentre questa critica del (riannone e
rimasta quasi sconosciuta. Il Ceci ne pubblica adesso i brani
più importanti per la conoscenza dello spirito dell opeia e
quelli che possono offrire notizie nuove e interessanti su ar-
tisti meridionali, aiutando con opportune delucidazioni e ri-
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