L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 14.1911

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IL PIVIALE DI SANTA CORONA A VICENZA

ARCHITETTO della leggiadra chiesa di santa Corona di Vicenza fu un frate domenicano,
nel i 260.1 Verso la medesima epoca, il vescovo Bartolomeo da Breganze,2 3 poi beatificato,
diede in dono a questo santuario un piviale di seta rossa ad uccelli d’oro, probabilmente il
medesimo che si vede ancora nel tesoro della chiesa.

Non è che un mantello di seta rossa ornato con uccelli addossati e palmette ricamate in
oro a punto steso rientrato (point couché rentré). Tutto il lavoro è ravvivato ed orlato con
seta policroma; ma ci vien fatto di domandarci se questa ultima parte non sia stata ag-
giunta posteriormente (fig. 1). Questo piviale è inoltre decorato o piuttosto deformato da
galloni moderni e da un grande cappuccio di velluto sul quale sono applicati tre santi
ricamati del XV secolo.

A sentir la tradizione, il vestimento sarebbe stato donato da san Luigi al beato Bar-
tolomeo, vescovo di Vicenza, nel 1259, insieme con una «Santa Spina» ed una reliquia
della «Vera Croce». Questi oggetti, almeno i due ultimi, sono stati lasciati dal vescovo
alla chiesa di santa Corona. Riant, nelle sue Exiiviae,71 parla del dono della «Santa Spina»
fatto da san Luigi a Bartolomeo, ma non cita il piviale. Nessun documento relativo a questo
re fa menzione del dono.

Nelle aggiunte fatte allTtinerario di F. Scotto da Maestro Joannino, domenicano, che
e fu Inquisitore di Vicenza alla fine del XVI è al principio del xvii secolo, si legge:4 «In
Patruum Domenicanorum Conventi! Sacram Coronae Salvatoris nostri Spinam quae in pul-
cherrimo sanctuario ostendendam tibi curabis. Hanc D. Ludovicus Francorum Rex Anno 1259
Lutetiae dono dedit fratri Bartholomaeo ex Bregantiis (Breganze, paese del territ. vicentino
dove la famiglia del vescovo aveva feudi) insignis pietatis Viro Vicetiae Episcopo, et D. Do-
rninico Sectatori, anno qui postero eam Vicetiam, cura Pluviali purpureo auratis variegatum
Gallis, quod antea ipsius Regis amictus fucrat, deportavit ».

Nel 1504 Domenico Vicentino ritrasse, a quel che sembra, il vestimento nelle minia-
ture dei libri corali della chiesa di santa Corona.s Sventuratamente queste preziose opere
d’arte sono state vendute; ma dove e quando? Alcuni dicono in Inghilterra, verso il 1860-70.
Non ostante le ricerche fatte, non se n’è potuta ritrovar la traccia. Speriamo che qualche
informazione su questo soggetto ci pervenga, grazie alla cortesia di qualche archeologo,

1 L’Italia artistica: Vicenza, per Giuseppe Pet-
tina. Bergamo, 1905, pag. 59.

2 D. Domenico Bortolan, .S. Corona chiesa e con-
vento dei domenicani in Vicenza. Vicenza, 1889, pa-
gine 143-7. Testamento del Beato Bartolomeo, 14 mar-
zo 1261, col quale è donato un piviale rosso con uccelli.

3 Lettera delibi dicembre 1259. Riant, Exiwiae,

t. II, pag. 141.

4 Questo itinerario e l’aggiunta che ci interessa son
citati nella « Historia ecclesiastica della Città Terri-
torio et Diocese di Vicenza, raccolta dal M. R. P.
Francesco Barbarano de Moroni, etc. ». (Vicenza,
1652), ,cap. 43, pag. ut.

s Domenico Bortolan, X, Corona, ecc,
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