L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 14.1911

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DE LA GIOVINEZZA ARI!STIC A DI JACOPO PASSANO

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tutta probabilità quest’opera l’ultimo lavoro di un artista che termina piuttosto che quello
di un giovane che incomincia. Questa nuova attribuzione al vecchio pittore, che già il Ge-
rola 1 ebbe a proporre, oltre che accrescer di un’opera non trascurabile la serie dei lavori
assegnati al primo maestro bassanese ci fa meglio Conoscere l’evoluzione artistica del pit-
tore, che in un momento della sua vita, liberatosi dalle formule quattrocentesche non sarebbe
rimasto indifferente al movimento d’arte recato in patria da le nuove e giovanili energie
del figlio, se pur non si voglia ammettere che di per sè abbia attinto direttamente alle
forme palmesche e savoldiane. Ipotesi forse quest’ultima non molto probabile qualora si

Fig. 3 —Jacopo Bassano : La Fuga in Egitto. Civico Museo di Bassano
(Fotografia Alinari).

consideri che il figlio stesso Jacopo dimostrò come già dicemmo di accostarsi ai modelli
del Palma e del Savoldo.

Quello però che a noi sopratutto interessa, chiudendo questo capitolo introduttivo della
giovinezza di Jacopo, è di aver dimostrato, come non g'ià alla scuola del vecchio ritarda-
tario Francesco egli abbia formato la sua educazione pittorica, ma ad altri maestri sia ve-
nuto chiedendo i primi insegnamenti dell’arte.

* * *

Coll’affermare che Jacopo Da Ponte non fu scolaro di Francesco suo padre noi non
vogliamo asserire che dell’arte paterna il giovane artista non abbia potuto risentire alcun

fatte a zig-zag identiche a quelle di altri paesaggi del
vecchio Francesco e le modanature colorate de la sten-
tata architettura di rovine e le nubi a cirri similis-
sime a quelle della pala di S. Giustina di Solagna.
Inoltre assai meglio si adatta alla natura del vecchio
pittore rimasto fino allora fedele gregario della pittura
montagnesca, l’imitazione o meglio la derivazione così

diretta di tipi e di motivi, che non alla natura del
giovane Jacopo che solo si accontenta di chieder a
quei modelli fra i tanti a cui egli allora si rivolgeva,
solo un’ispirazione meno servile per le sue opere.

1 Gerola, Di un nuovo libro sull’arte dei Passoni
(studio citato),
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