L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 14.1911

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I DISEGNI DI LEONARDO DA VINCI A WINDSOR

I disegni di Leonardo nella Biblioteca Reale di Windsor ci fanno conoscere questo genio
universale nell’intera ricchezza delle sue invenzioni e dei suoi studi tanto nel dominio
dell’arte come in quello della natura. Qui si vedono le sue preparazioni per la Vergine delle
Rocce e per la S. Anna, che cercano di determinare il grandioso sistema dei panneggia-
menti ; le teste piene d’espressione per la Cena; i vari sforzi per la composizione della statua
equestre, che cominciano col più grande impeto e finiscono in una concezione moderata
simile a quella dei tempi antichi. Per quest’opera come anche per la battaglia d’Anghiari
egli disegnò colla punta d’argento innumerevoli studi di tutte le parti del cavallo, princi-
palmente per le gambe, su carta colorita da lui stesso nella più gran varietà di toni, azzurro,
grigio, rosso, roseo, cinabro, violaceo, d’una perfezione nell’esecuzione da non poter essere
sorpassata.

A questi disegni si aggiungono le ben note rappresentazioni di Nettuno coi suoi cavalli
marini, di S. Giovanni Battista, del Davide, della Leda, varie allegorie, figure di costumi
per le feste della corte Sforzesca ; poi un’infinita schiera di teste di donne, di giovani, di
vecchi, delle caricature, dei studi dal nudo, eseguiti in gran parte colla matita rossa, delle
figure di proporzioni e dell’anatomia, varie bestie, studi di piante e di fogli, dei paesaggi
ripieni d’un sentimento tutto moderno, studi di rocce, piante geografiche, schizzi per la
canalizzazione dell’Arno, insornma una varietà d’oggetti che tutti in egual modo attraggono
il suo interesse e diventano sotto le sue mani un nuovo mondo, specchio fedele della realtà,
ma nello stesso tempo riflesso del suo genio divinatore.

In nessun altro luogo dunque Leonardo può essere meglio studiato che a Windsor.
Ma come questa raccolta di circa 500 fogli oltre a circa 250 fogli per l’anatomia non è ancora
stata descritta minutamente, è impossibile di identificare i singoli pezzi che la compongono.
Il catalogo del Muntz non ha numeri e quello del Berenson è incompleto. Bisogna dunque
aspettare che a Windsor sia compilato un inventario di questi disegni, con numerazione
continua. Le annotazioni seguenti non vogliono altro che facilitare a preparare tale lavoro,
che deve esser fatto coi disegni sotto gli occhi. Nell’ordine sistematico secondo gli oggetti
rappresentati bisognerà riunire i soggetti analoghi in tal modo, che ogni disegno si possa
facilmente distinguere dagli altri, per es. fra le teste dei giovani, dei vecchi, delle donne
quelle tornate verso destra da quelle tornate verso sinistra e nello stesso modo le gambe di
cavallo anteriori (destra o sinistra) dalle gambe posteriori, ecc.

Non mi fu possibile fin’adesso di identificare i numeri 227 e 229 di Braun, le tavole 8
(fig. 1 e 2), 13 a 17, 19, 20, 22 (fig. 1 e 2), 24 (fig. 2), 35 a 40 (fig. 2) di Richter, e le
illustrazioni riprodotte nel libro del Muntz alle pagine 240, 345, 364 e 466.

W. voisr Seidlitz,
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