L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 14.1911

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QUADRI OLANDESI E FIAMMINGHI

NELLA GALLERIA NAZIONALE D'ARTE ANTICA IN ROMA

Dal direttore prof. Federico Herman in fui ammesso a studiare i quadri olandesi e fiam-
minghi non soltanto nella Galleria, ma anche nei depositi, dove si trova un numero
considerabile di pitture, tra cui non poche sono di tale importanza, che basterebbero da
sole a formare un’altra galleria! Di alcuni risultati delle mie ricerche desidero render conto
nelle pagine seguenti, perchè credo che potranno contribuire ad una più ampia conoscenza
di questa collezione tanto preziosa quanto copiosa di opere delle scuole dei Paesi Bassi; e
forse anche non saranno inutili proprio ora che la Direzione della Galleria attende alla com-
pilazione del catalogo, che speriamo sarà pubblicato fra non molto.

S’intende che in un articolo come questo non si possano enumerare tutti i quadri olan-
desi e fiamminghi che meriterebbero menzione, quando si sappia che nella Galleria e nei
depositi insieme si trovano più di 160 opere delle scuole indicate!

Dei quadri di Rubens, Van Dyck e Teniers di proposito non parlo, come neanche di
quelli del Cinquecento, benché entrambi questi gruppi rappresentino dei veri tesori.

L’arte fiamminga del Cinquecento a Roma finisce con Paolo Bril (i554-1624), e quella
del Seicento comincia con lui. Di solito il Bril è considerato come il primo dei paesisti
fiamminghi che lavorarono in Italia; ma non si deve dimenticare che dei pittori che ven-
nero dopo di lui la maggior parte prese ben altro cammino. Essi non hanno per niente
continuato la sua maniera, la quale termina in alcuni scolari, come Guglielmo van Nieuw-
landt II (Terranova). Armanno van Swanevelt può considerarsi come eccezione e appartiene
piuttosto alla scuola francese. Di Paolo Bril la Galleria possiede un Paesaggio con Cefalo
e Procris (n. 384, tav., 44 X 61), lavoro molto bello e firmato. Il nome di van Swanevelt
lo portava un quadro-paesaggio, che rappresenta il Ponte Molle; l’opera è firmata però con
le iniziali P. S., che furono scoperte poco tempo fa, indicando altro maestro.

Tra i quadri importanti del principio del Seicento sono poi due altri paesaggi, l’uno
opera eccellente e caratteristica di Giuseppe de Momper il Giovane (d’Anversa, 1564-1635),
con figurine di Giovanni Breughel I, (n. 904, tav., 33 X 55 V2)> ' l’altro di Orlando Saverij
(da Courtrai, 1576-1639), un paesaggio nordico con roccie che rappresenta bene questa sua arte
individuale (n. 399, tav., 29 X 47)-

Lavoro proprio della scuola olandese in Roma è un quadro notevole di Bartolomeo
Breenbergh (da Deventer, 1599-1659): «Gesù colla Samaritana al pozzo». Ne diamo lari-
produzione qui sotto, fig. ia. Il quadro è firmato: B. Breenbarg f. An. 1636. 1

1 Cfr. l’articolo del prof. Fed. Hermanin nel Boi- descrizione. La riproduzione è nello stesso periodico,

lettino d'arte, ottobre 1907, pag. 30, dove si trova la gennaio 1908, pag. 82.
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